di Peppe Giudice |
“Questi tre elementi rappresentano il cuore del riformismo rivoluzionario, una corrente del socialismo democratico che mirava a scardinare gli equilibri capitalistici attraverso riforme strutturali progressive ma radicali.I punti di contatto e il significato storico di questo legame politico e ideale si articolano in: Il Riformismo Rivoluzionario di Riccardo Lombardi: Noto come la “coscienza critica” del Partito Socialista Italiano (PSI), Lombardi teorizzò le “riforme di struttura”.
Sosteneva che il socialismo non dovesse limitarsi a gestire il capitalismo o ad attenuarne gli squilibri, ma dovesse modificare progressivamente i rapporti di forza nella società, trasferendo il potere decisionale dal capitale privato ai lavoratori.L’Eredità e l’Azione di Olof Palme: Primo Ministro svedese, Palme incarnò la concretizzazione più avanzata di questo modello in Europa. Portò la socialdemocrazia svedese su posizioni internazionaliste e radicali, introducendo una forte democratizzazione dell’economia e della società.Il Piano Meidner: Sviluppato dall’economista Rudolf Meidner per il sindacato svedese LO, è stato il più ambizioso progetto di trasferimento del potere economico mai tentato in Occidente.
Prevedeva che una parte degli extraprofitti delle grandi aziende venisse convertita in azioni gestite dai lavoratori (fondi dei salariati). L’obiettivo a lungo termine era espropriare gradualmente i capitalisti, socializzando la proprietà e il controllo dei mezzi di produzione. Il Filo Conduttore: L’opera di Lombardi in Italia e il “modello svedese” promosso da Palme e Meidner condividevano la stessa visione: utilizzare le istituzioni democratiche non per conservare il sistema, ma per superarlo pacificamente, trasformando radicalmente le gerarchie di classe.”
Faccio notare che una attualizzazione del Piano Meidner è oggi proposta dai socialisti democratici americani du Sanders, Cortez e Madmani. Trsferire una quota di profitti ed azioni nelle mani del lavoratori per condizionare strutturalmente il capitalismo. Una socializzazione democratica e dal basso. Il nuovo orizzonte del socialismo democratico.
Da far valer in un paese dove la parola socialismo è stata cancellata dai postcomunisti e postdemocristiani nel compromesso storico postmoderno detto PD. Subalterno al capitalismo liberale ma si avverte un bisogno di socialismo diffuso e magari inconsapevole anche nell’elettorato PD o almeno in una sua parte.

