di Peppe Giudice |
Tre grandi compagni figure fondamentali del socialismo italiano ed europeo.
Lelio Basso fu segretario del Psi nel 1947, e come Lombardi ha rappresentato un progetto di sinistra socialista autonomista, vale a dire di un PSI alleato con i comunisti, ma in piena autonomia politica e culturale. Anzi impegnato a costruire una egemonia culturale nella sinistra sull’idea di un socialismo libertario. La stessa posizione ebbe Gilles Martinet in Francia, dirigente del PSU (Partito Socialista unificato) francese.
Tutti è tre furono forti critici del leninismo ed avversari implacabili dello stalinismo, ma senza cadere in una posizione socialdemocratica. Accusarono la socialdemocratica degli anni ’50 di aver abbandonato l’idea del superamento del capitalismo accontendandosi di una sua riforma che on oltrepassasse il suo orizzonte. Neutralisti in politica estera -anche se inizialmente Basso sostenne una posizione di difesa dell’Unione Sovietica, poi subito superata-: erano contro sia la Nato che il Patto di Varsavia, per il superamento dei blocchi contrapposti.
Contro l’imperialismo americano e la politica di potenza sovietica. Misero in evidenza i limiti della destalinizzazione di Krusciov che manteneva intatto il sistema creato da Stalin che non poteva ridursi alla denunzia del culto della personalità. Evidenziando come l’Urss e i suoi paesi satelliti non erano socialisti, ma regimi a capitalismo burocratico di stato, che riproduceva la oppressione di classe, eliminando ogni forma di libertà.
Vorrei brevemenente soffermarmi sulla figura di Basso. Fu il maggior studioso italiano di Rosa Luxemburg alla quale ha dedicato molti scritti. I trotzkisti lo accusarono di aver dato una interpretazione “socialdemocratica di Rosa. Loro hanno sempre cercato di appropriarsi di questa grande socialista rivoluzionaria indebitamente. Anche se fu tra i fondatori del KPD (partito comunista tedesco) contro la sua volontà, Basso rilevava che la Luxemburg con la III internazionale non c’entrava nulla perchè non avrebbe mai accettato i 21 punti del 1920 di Mosca, che prevedevano l’idea dello stato-guida e del partito guida.
Della luxemburg apprezzava l’accento posto sull’importanza del movimento di massa quale fattore propulsivo del cambiamento sociale. Tuttavia io credo che fosse più vicino a Bauer che alla Luxemburg. Di Bauer accetta l’idea della distinzione tra rivoluzione politica e rivoluzione sociale. La prima è un atto, un evento, la seconda è un processo graduale e radicale d un tempo. In dissenso dalla Luxemburg e in consenso con Bayer ed Hilferding rifiuta l’idea del crollo del capitalismo, che era affetta da determinismo e meccanicismo.
Il marxismo di Basso era un marxismo aperto che rifiutava nettamente il determinismo storico che nega la funzione della volontà umana; Lombardi diceva che ci può benissimo essere un post capitalismo che non è affatto socialismo. E’ la lotta politica e sociale che costruisce il socialismo, certamente incuneandosi nelle contraddizioni del sistema, ma senza automatismi. Di Bauer recupera anche l’idea della conquista delle “bastiglie” della società, costruendo una egemonia tramite un processo continuo di allargamento della democrazia sul quale si sviluppa l’autogoverno della classe lavoratrice.
Ma Basso fu vittima di una fase oscura del PSI. Dell’epoca del Fronte popolre. Per colpa soprattutto di Morandi con l’avallo di Nenni, per acconterare il PCI che non sopportava Basso per la sua autonomia intellettuale. Per cui questo grande socialista fu escluso dalla direzione nel 1951. E molti addirittura gli tolsero il saluto (tranne Nenni e Lombardi – anch’egli emarginato).
Purtroppo questo fu il fronte popolare, che non è utile riproporre. Lombardi distingueva nettamente l’alternativa di sinistra dal Fronte Popolare. E comunque il 1956 della liberazione prr il PSI (tranne i “carristi”) e riemersero grandi personalità come Basso e Lombardi che sono stati i maggiori teorici socialisti e forse dell’intera sinistra nel dopoguerra. Si potrebbe prlare di Basso nel suo ruolo avuto nella Costiuzione, ma non c’è spazio, Basso, Lombardi , Martinet sono ancora oggi una guida per noi socialisti.

