A proposito di legge elettorale

di Aldo Potenza |

Quando una maggioranza governa bene anche nelle difficoltà non ha bisogno di cambiare la legge elettorale per assicurarsi la riconferma.

Se ha avuto la capacità di usare proficuamente le risorse finanziarie ottenute dalla UE che sono state imponenti;

se è stata capace di intessere rapporti positivi con i partner europei;

se ha saputo rispondere alle esigenze di sicurezza senza ledere i diritti civili dei cittadini;

se ha compiuto, nel limite del possibile, a rispettare gli impegni assunti prima e durante la compagna elettorale che l’ha premiata con il voto;

se ha rispettato le prerogative del Parlamento e ha saputo mantenere rapporti costruttivi dialogando con l’opposizione; 

allora il consenso elettorale difficilmente le verrà negato.

Quando però a poco più di un anno dalle elezioni si ricorre all’espediente di modificare la legge elettorale per timore di perdere le elezioni, sostenendo persino che serve a dare stabilità ai futuri governi, dimenticando che si è governato senza interruzione per quasi l’intera legislatura perdendo tempo nel tentativo di cambiare la Costituzione, allora si firma consapevolmente il proprio fallimento politico e si persegue il tentativo di salvare se stessi e i propri privilegi con una proposta di legge elettorale che allo stato, oltre a tradire gli impegni sottoscritti dall’Italia con il codice di buona condotta firmato a Venezia il 18/19 ottobre del 2002, si tenta di compiere una nuova operazione incostituzionale persino con l’indicazione di un esorbitante premio di maggioranza ed altre norme di dubbia costituzionalità.

Purtroppo non è bastato l’esito del recente referendum per consigliare un più rispettoso comportamento nei confronti della Costituzione e del popolo italiano.

RICORDIAMOCELO ALLE ELEZIONI