di Peppe Giudice |
Pedro Sánchez Pérez-Castejón rispondendo a un personaggio infame come Abascal, che propone l’espulsione dei migranti dalla Spagna, ha sottolineato come l’estrema destra gioca molto sulla guerra tra poveri, tra ultimi e penultimi. A parte il carattere odioso di tale posizione che è solo frutto di propaganda che alimenta l’odio, essi sanno benissimo cli immigrati sono essenziali per l’economia spagnola (il governo ha regolarizzato 500.000 immigrati ), essi si guardano bene dal riconoscere le vere cause della guerra tra poveri.
Sanchez ha accennato alle politiche di austerità che ostacolano lo sviluppo, e di fatto erodono il welfare e provocano la precarietà del lavoro. E comunque in Sanchez c’è una critica implicita ai parametri della UE. La Spagna, invece è andata in direzione alternativa, riducendo fortemente i contratti flessibili, aumentando in modo consistente il salario minimo, implementando il Welfare.
Jeremy Corbyn, nel 2018 quando era presidente del Labour, ad Amsterdam, fece un discorsi contro le politiche di austerità europee con i suoi corollari. E specificò che non sono certo gli immigrati il problema, ma l’impianto economico della UE fondata sui parametri fallimentari dell’ordoliberismo tedesco. La guerra tra poveri è frutto di politiche restrittive. E specificò che lui non era affatto anti-europeista, ma voleva una Ue diversa, una Europa Sociale del lavoro e non del capitale finanziario.
Oggi i sindacati europei chiedono di sostituire il patto di stabilità con un patto per la crescita e lo sviluppo, modificando la filosofia complessiva dei trattati. In realtà l’ordoliberismo imposta dalla Germania della Merkel, è stata una vera gabbia per l’Europa -e ne hanno sofferto i paesi mediterranei e latini- erodendo il welfare (parte essenziale del modello europeo), riducendo la crescita, disincentivando gli investmenti pubblici per politiche industriali e per l’innovazione. E quindi indebolendo fortemente l’Unione, mossa che ha facilitato il gangsterismo di Trump.
Una sinistra socialista e democratica deve fare propria l’alternativa radicale all’ordoliberalismo. Se molti partiti del Pse sono in crisi è perchè sono stati subalterni a questa filosofia. Il Psoe è stata una felice anomalia (ha le percentuali più alte). Prendiamo il caso della Germania: La SPD ha perso più della metà dei consensi, i quali non sono andati alla Linke, ma purtroppo alla AFD nazista. Nè credo che l’alternativa oggi la possìono rappresentare le forze a sinistra del Pse.
Esse sono disomogenee, molto variegate, puramente contestative, minoritarie, senza un progetto in positivo. E pertanto non sono state in grado di assumere le funzioni della fase migliore del socialismo europeo. Partendo dal presupposto che lacritica alla UE fatta da sinistra è radicalmente diversa da quella dell’estremadestra, che in linea con Trump e Putin vogliomo distruggere l’Europa; una posizione di socialismo democratico di sinistra si batte per una europa alternativa a quella di Maastricht. E credo che la crisi che sta viivendo l’Unione spingerà molti a mettere in discussione tali parametri.

