di Peppe Giudice |
Nella storia ci sono state figure importanti di liberalismo sociale progressista. Dal nostro Gobetti, al grande giurista austriaco Kelsen al più recente economista indiano Amartya Sen. Ma costoro sono sempre stati considerati degli eretici del liberalismo.
Pedro Sanchez, nel suo intervento all’incontro internazionale di Barcellona, delle forze socialiste e progressiste, ha esplicitamente detto che l’avvesario è il modello neoliberale che cerca anche di assorbire pezzi dell’estrema destra (riferimento a Milei). Bersani ha invece detto, che accanto alla sinistra vorrebbe vedere qualche liberale alleato. Ma non ha specificato chi sono e dove sono.
Non credo che si riferisse ai neoliberali da operetta e da avanspettacolo come Calenda o Marattin che non raggiungono il 4%.
Credo piuttosto, ma posso sbagliare che potesse riferirsi a uomini come Cottarelli, liberali di destra organici ai grandi poteri del capitalismo finanziario europeo e globale. Il liberalismo degli algoritmi, che giustifica lo sfruttamento, le enormi ingiustizie e disuguaglianze che tale sistema produce. Del resto sulle posizioni di Cottarelli si collocano i Letta, Gentiloni, più l’area dei cosiddettid “riformisti” del PD, i quali oggi lanciano la Salis contro la Schlein.
Ma il problema di fondo è il PD, questo ircocervo che segna il fallimento pieno del post-comunismo italiano. Che ha le radici nella tendenza a rileggittimarsi presso i poteri forti dell’economia e della finanza. E’ la storia della seconda repubblica e dell’Ulivo. Abbiamo quindi una sinistra senza identità, senza una seria cultura politica e visione strategica. E del resto la cancellazione della memoria del socialismo italiano era funzionale al disegno ulvista.
Quindi è indispensabile come ho già scritto altrove, una forte contronarrazione, che rivendichi l’imporanza e l’attalità di molti aspetti della tradizione socialista. Ed è soprattutto un modo per contrastare la deriva neoliberale. Al di fuori di rancori inutili, di reducismi e del rilevo dell’inconsistenza di un piccolo e dannoso cespuglietto che porta un nome glorioso, ma è solo dedito all’accattonaggio politico e sta perdendo i pochi iscritti che ha. Comunque tra socallsmo democratico e neoliberalismo c’è una incompatibilà di fondo. Liberiamoci dai liberali!

