di Gabriele Garbo, già Presidente del Comunicato SOCIALISTA per il NO |
COMUNICATO
Il 25 aprile non è solo un simbolo, né una semplice memoria condivisa: è la riconferma, anno dopo anno, di un atto politico fondativo nato il giorno in cui l’Italia ha spezzato definitamente le catene della tirannide e ha scelto, con coraggio, da che parte stare. È il momento in cui un popolo ha rimesso al centro la libertà e la democrazia, dopo che gli era stata violentemente sottratta dal sanguinario regime fascista.
Questo comunicato è frutto di un percorso politico profondamente concreto seppur recente: l’esperienza della comunità che si è riconosciuta e organizzata nel “Comitato Socialista per il NO” durante l’ultima e vittoriosa campagna referendaria. Una comunità che ha saputo unire culture, sensibilità e storie diverse attorno a un punto fermo: la difesa dell’equilibrio costituzionale. Come coordinatore di questa realtà, ho ritenuto doveroso dare atto dell’impegno e della determinazione con cui abbiamo condotto quella battaglia, affermando con chiarezza che la separazione dei poteri non è uno sterile tecnicismo, ma un principio cardine per la nostra democrazia.
Difenderla ha significato difendere lo spirito stesso della Costituzione, impedendo che venisse alterato uno dei suoi pilastri fondamentali.
Durante l’occupazione nazifascista, donne e uomini della Resistenza non si limitarono a liberare un territorio: contribuirono a seminare futuro. In condizioni estreme, piantarono nel terreno devastato della guerra i semi di una nuova idea di Paese che fosse fondato sulla dignità, sulla giustizia sociale, sulla partecipazione democratica.
Non era scontato che sarebbero germogliati, perché quei semi rappresentavano soprattutto una promessa. Una promessa affidata all’impegno di chi la Resistenza l’aveva realizzata materialmente ed anche di chi avrebbe dovuto continuare negli anni a tramandarne l’essenza, lo spirito, gli ideali.
Quella promessa ha trovato la sua fioritura nella Costituzione Repubblicana. Non un testo astratto, ma il germoglio più maturo di quella stagione: 139 articoli e 18 disposizioni transitorie e finali che hanno dato forma e sostanza a ciò che era stato seminato con la Liberazione: libertà, uguaglianza e solidarietà; non come parole scolpite freddamente nel marmo, ma radici vive, che continuano ad alimentare la nostra democrazia e a risuonare nelle nostre coscienze.
Per questo la Costituzione rappresenta, ancora oggi, un terreno di conflitto. Perché da una parte c’è chi la interpreta come limite al potere, come garanzia per i cittadini, come strumento di emancipazione; dall’altra chi tenta, più o meno apertamente, di ridurla a un involucro svuotato, a una cornice da piegare agli interessi di chi governa. Noi abbiamo scelto con chiarezza da che parte stare. Ci riconosciamo nella Costituzione nata dall’antifascismo, nella sua capacità di resistere, di adattarsi, di indicare una direzione. Siamo parte di quella storia e intendiamo proiettarla nel futuro.
E’ in questa prospettiva che si colloca il percorso di cooperazione tra diversi partiti e organizzazioni socialiste. Non un’operazione di mera sommatoria, ma un processo politico che affonda le radici negli stessi valori che il 25 aprile rappresenta. Non una nuova esperienza partitica, ma una soggettività politica che nasce da un terreno comune: l’attuazione della Costituzione Italiana attraverso la via democratica al socialismo che ha le fondamenta nei valori e nei principi della difesa dei diritti umani, della libertà, giustizia sociale e ambientale.
Associare questo cammino alla Festa della Liberazione significa riconoscere che il futuro si coltiva in presenza di radici forti che trovano sostegno e sostentamento in quella storia collettiva che parla di sacrificio e di scelta di campo.
Oggi il 25 Aprile, vero collante ideale di questo Paese, ci interpella non solo come memoria, ma come responsabilità attiva. In un tempo attraversato da nuove disuguaglianze, da spinte autoritarie e da tentativi di ridimensionare gli spazi democratici, ciò che è germogliato da quei semi ha bisogno di essere curato, difeso, fatto crescere.
Non basta celebrare la Liberazione, bisogna continuare a coltivarla. Perché la democrazia non è mai un raccolto definitivo, ma una semina continua. Questa è la sfida, e con questo spirito rinnoviamo il nostro impegno: far vivere, ora e sempre, i valori del 25 aprile, trasformandoli in un progetto di dialogo plurale e collettivo.

E’ un progetto che nasce con l’intento “ambizioso” di far conoscere la storia del socialismo italiano (non solo) dei suoi protagonisti noti e meno noti alle nuove generazioni. Facciamo comunicazione politica e storica, ci piace molto il web e sappiamo come fare emergere un fatto, una storia, nel grande mare della rete.
