di Christian Vannozzi |
Trescore Balneario, tranquilla località del bergamasco è salita in cattedra per il fatto di cronaca che ha visto una docente aggredita da un suo alunno. La professoressa di francese, della quale non riporterò il nome, è stata accoltellata da un suo alunno tredicenne. Fortunatamente la donna è fuori pericolo e il canale Telegram, nel quale è stato trasmesso l’evento, è stato chiuso.
Lo studente aveva deciso di immortalare, infatti, il suo gesto sui social, e poche ore prima del fatto aveva pubblicato, sempre sul suo canale, un video intitolato la Soluzione Finale, nel quale annunciava quello che da lì a poco avrebbe compiuto.
Il Ministro deII’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha fatto visita alla docente in ospedale. L’incontro è durato circa un’ora ove la professoressa ha spiegato l’accaduto e ha offerto spunti di riflessione al ministro.
Il legale del ragazzo ha poi smentito quanto dichiarato dai giornalisti che hanno pubblicato la notizia, i quali avevano riportato le parole dell’alunno che si dichiarava dispiaciuto di non aver ucciso l’insegnante e che, sembra, avesse manifestato anche il desiderio di assassinare i suoi genitori.
Anche il legale dell’insegnante ha invitato i giornalisti a non alimentare voci inesatte in modo da non ingigantire più del dovuto l’evento che già di per sé è drammatico.
Rimane, da appurare, come l’adolescente abbia potuto acquistare l’arma e il fatto che nello zaino avesse una scacciacani. Da una prima ricostruzione sembrerebbe che il tutto sia stato acquistato tramite i social, a testimonianza che probabilmente il giovane non abbia pianificato il tutto in solitaria ma possa essere stato spinto a farlo da degli istigatori.
La domanda che oggi dovremmo porci è però la seguente? Quanta colpa può avere un adolescente influenzabile? E cosa dire a coloro che desidererebbero un accesso più Iibero alle armi come negli Stati Uniti? Il tema è molto delicato ma molto plausibilmente si può ben pensare che il
tema della sicurezza è senza dubbio importante e per questa ragione, tale pratica, debba essere esclusiva dello Stato e non del singolo come qualcuno vorrebbe farci credere.
L’esasperazione che un adolescente può raggiungere a scuola è sicuramente motivo di riflessione, questo perché, come accade nel nostro sistema sociale, siamo molto bravi a elencare le conseguenze di un atto negativo ma non riusciamo, o non vogliamo, prevenirlo. Non sarebbe più utile colpire alla radice il problema, cercando di far accadere sempre meno episodi devianti, nella fattispecie reati, piuttosto che interrogarsi suII’efficienza del nostro sistema punitivo?
Naturalmente nessuno di noi ha la facoltà, singolarmente, di risolvere questo problema ma, sicuramente, potremmo mettere nell’elenco delle cose da fare, magari in una posizione più alta di tante cose che oggigiorno la politica considera determinanti ma che in realtà non cambierebbero così tanto, in meglio o in peggio, le condizioni dei cittadini.

E’ un progetto che nasce con l’intento “ambizioso” di far conoscere la storia del socialismo italiano (non solo) dei suoi protagonisti noti e meno noti alle nuove generazioni. Facciamo comunicazione politica e storica, ci piace molto il web e sappiamo come fare emergere un fatto, una storia, nel grande mare della rete.
