di Fabio Cannizzaro |
Se c’è una cosa che, a volte, convince più di mille discorsi, è vedere qualcuno che si mette in gioco, anche quando il peso della scelta potrebbe essere molto più comodo da ignorare. Il compagno, il socialista, il Premier spagnolo Pedro Sánchez, per quanto a volte si possa criticare, ha dimostrato di saper mantenere un’altra rotta rispetto a quella più facile, quella che ti fa piegare il collo davanti alle pressioni di Washington.
Anche se in molti, tra i suoi, avrebbero preferito voltarsi dall’altra parte, lui ha deciso di dire no alle richieste di rifornimento alle basi di Morón e Rota, in Andalusia, usate per alimentare i bombardieri impegnati in Iran. Un rifiuto che, nel mondo di oggi, pesa come un macigno.
Perché significa aver scelto di rispettare il diritto internazionale, anche quando questo entra in rotta di collisione con gli interessi di potenze che, purtroppo, hanno ancora molta influenza sul nostro modo di muoverci.
La ministra della Difesa spagnola, Margarita Robles, non ha usato mezzi termini: il trattato di cooperazione con gli Stati Uniti, ha ribadito, funziona nel quadro della legalità internazionale. E azioni unilaterali, senza mandato ONU, NATO o UE, semplicemente, non ci rientrano. Punto.
Ecco, questa è la differenza tra un Paese che mantiene la propria sovranità e uno che si lascia usare come pedina. La Spagna poteva, senza troppi sforzi, piegarsi al volere di Trump, accontentando il suo desiderio di avere basi strategiche in Europa, ma ha preferito non farlo.
Perché c’è un limite che non si può superare, anche se spesso sembra che tutto abbia un prezzo. La scelta di Sánchez, in quel momento, ha avuto il sapore di un gesto di dignità, di rispetto per gli accordi internazionali, di consapevolezza che le alleanze si devono basare su qualcosa di più solido della convenienza del momento.
E il risultato? I cacciabombardieri, invece di alimentare le campagne di guerra, sono stati spostati in Germania. Un segnale chiaro, forse anche un po’ scomodo.Perché, nel mondo di oggi, essere dalla parte del diritto può sembrare un atto di ostinazione, di testardaggine, o peggio, di ingenuità. Ma non è così.
È una scelta di responsabilità, di rispetto, di volontà di non essere complici di operazioni che, alla fine, finiscono sempre per colpire i più deboli.
Il nostro governo, invece, sembra aver fatto di tutto per allinearsi con le decisioni di Trump e Netanyahu, come se l’indipendenza non fosse più di casa da queste parti.
La differenza tra la Spagna di Sánchez e chi, invece, si piega senza batter ciglio, sta tutta in questa volontà di mantenere un minimo di autonomia, di rispetto per le leggi, di non perdere di vista quei valori che, forse, qualcuno ha dimenticato di ricordare.
Bravo compagno Sanchez, allora.
Anche se il mondo dei “benpensanti” sembra darti torto, anche se la pressione è forte, tu hai scelto di restare fedele ai tuoi ideali, ai nostri comuni ideali e con essi a qualcosa di più importante: la legalità, la sovranità e il rispetto di sé stessi.

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