Il compagno Pedro Sanchez, l’unico a dare dignità e carattere all’Europa

di Peppe Giudice |

La netta ed inequivocabile condanna espressa dal governo spagnolo dell’attacco USA e israeliano all’Iran, come ennesima violazione del diritto internazionale, da parte di Pedro Sanchez come premier, rende la Spagna, tra i grandi Paesi europei a difendere la dignità dell’Europa. Rispetto agli atti criminali di Trump e Netanyahu.

Del resto ha perfettamente capito che l’asse atlantico si è irrimediabilmente rotto -lo ha capito anche un conservatore come il premier canadese Carney-.

Riccardo Lombardi ha sempre detto che atlantismo ed europeismo sono due cose incompatibili. Nel senso che una scelta seriamente europesista va in netta linea di collisione con la scelta Atlantica fondata sulla subalternità agli USA. Oggi questo emerge con drammaticità e Sanchez è l’unico a capirlo. Il resto dell’Europa no.

Non solo perchè è in maggioranza governata da conservatori, ma per il bassissimo profilo della propria classe dirigente. Del rrsto anche un uomo non certo di sinistra -anzi centrista moderato- come De Gaulle era convinto che l’Europa avrebbe dovuto gradualmente liberarsi dall’ipoteca americana -e non c’era Trump!-

Sanchez restiuisce anche piena dignità al socialismo europeo. In politica interna e politca estera. I socialisti spagnoli hanno sempre duramente condannato il regime del terrore degli Ayatollah, ma sono convinto che il destino dell’antico popolo persiano è nella propria autodeterminazione e non da imposizioni di governi fantoccio che devono fare gli interessi di Trump e Netanyahu.

La sinistra ha sempre sostenuto quelle forza che non vuole il ritorno del figlio dello Scià. Del resto il governo del padre era anch’esso brutale e spietato. E fu rovesciato da una mobilitazione laica. Solo dopo gli Ayatollah presero il controllo. Trovano il tempo che trovano le bautade giornalistiche di Paolo Mieli che esulta per la morte di Khamenei e poi difende un genocida come Netanyahu -72.000 morti a Gaza accertati escludendo quelli che sono seppelliti sotto le macerie, si supererebbero i centomila-.

E comunque a Trump della democrazia non importa nulla: si vuole solo impossessare del petrolio iraniano. il compagno Bernie Sanders dopo aver anch’egli, condannato l’attacco, ha ricordato i guai prodotti dall’imperialismo compiuto dagli Usa e Regno Unito contro il premier persiano Mossadeq, vera anima laica della Persia moderna, mal visto sia da Pahlevi che dal clero.

Quindi l’unica luce che brilla in Europa è quella di Sanchez. Il resto è fatto da miserabili politici. E comunque il vento cambia anche negli USA. Il 75% degli americani è contro la guerra in Iran. Sempre più forti le manifestazioni con il neofascismo di Trump e l’oligarchia capitalista che lo sostiende. La storia non è finita.