di Peppe Giudice |
Ovviamente le differenze non si esauriscono qui. Sanchez è un socialista vero (a differenza di Hollande), la Meloni è una fascista non pentita, pienamente al servizio dei grandi centri capitalistici internazionali. Sanchez con il suo governo Psoe-Sumar si è posto contro la dottrina e la prassi neoliberali in economia. La Meloni segue pedissequamente politiche di austerità (per la verità imposte anche dalla UE) di attacco al welfare, di ulteriore spinta alla precarizzazione del lavoro ed al suo sfruttamento.
Sanchez ha dal 2024 riconosciuto lo Stato Palestinese, ha definito il governo israeliano come genocida. La Meloni e la sua combriccola, si sono distinti non solo per l’inveterato servilismo nei confronti di un gangster come Trump, ma per la vicinanza a un criminale di guerra come Netanyau. Sanchez persegue una politica equilibrata sull’immigrazione, il governo meloni soffia sul fuoco del razzismo e della xenofobia. Sanchez ha ridotto drasticamente i contratti di lavoro flessibili a sole due fattispecie, ha aumentato il salario minimo e dato forza ai sindacati.
Il governo italiano si è sempre opposto al salario minimo, e ha sempre mostrato un comportamento antisindacale. Sanchez ha impostato una politica estera di stretto rapporto con l’America Latina, di apertura alla Cina (come poi ha fatto il Canada). La Meloni fa il “piano Mattei” con il governo dittatoriale e tirannico della Tunisia. E comunque i risultati credo che parlino da soli.
La Spagna, ha avuto una crescita del 3,2% nel 2024 e del 2,9% nel 2025. Seguendo politiche non convenzionali. L’Italia è al palo con lo 0,6%. In Spagna cresce l’occupazione di qualità, in italia il lavoro povero e degli over 50. Sanchez ha grande spessore politico e culturale. La Meloni forse parla bene l’inglese, ma male l’italiano. E la Meloni ha un governo la cui qualità media è ridicola. E allora tutti questi elogi sperticati da dove vengono?
Non solo certo dalla stampa spazzatura dell’estrema destra (di cui fa parte anche il Riformista). Vengono spesso da una parte del giornalismo borghese meneghino come il Corriere. Che hanno sempre auspicato una conversione verso la destra moderata di FDI (sapendo bene che è impossibile). In fondo a loro va bene che continuino a governare costoro (comunque seguono i dettami della UE), piuttosto che avere una sinistra come quella spagnola o tutt’alpiù indirizzata da Landini.
Ora legittimamente ci si chiede: se questa è la situazione reale del paese -e lo è- perchè questa destra impresentabile è avanti nei sondaggi -anche se il suo vantaggio si sta riducendo e il no in alcuni casi supera il si al referendum- non pare che esista una solida alternativa di governo offerta dal “campolargo“. Una ragione è la tendenza alla crescita dell’astensione, una seconda sono le contraddizioni del campo largo che non ha una visione unitaria di progetto e di programma organicamente alternativi al modello neoliberale. E si avverte l’inadeguatezza dei soggetti politici esistenti.
Ma una alternativa di governo è necessaria, perchè questa è una destra, che pur abbondando di personalità decerebrate, è pericolosa per la democrazia. Tenendo conto dell’onda nera che invade l’Europa. Oggi l’imperativo è sbarazzarci della destra. Ma non per questo possiamo accettare un campo progressista come quello che abbiamo, e non andare a fare critiche in profondità. Perchè molti guasti, nel senso della subalternità al modello neoiliberale stanno tutti in questo campo. Se il PD è un grande e serio problema, un partito frutto di una costruzione artificiale e legato spesso alla coesistenza di gruppi di potere.
Ha senso che la Picierno e la Schlein stiano nello stesso partito? Faccio solo un esempio. Ma il problema riguarda anche i 5S e AVS. Il primo porta ancora dentro di se i germi dell’antipolitica e del qualunquismo grillini anche se passi in avanti sono stati fatti ma non ha una cultura politica; del secondo, se pure sono condivisibili diversi punti di programma, non ha una identità. Del resto se chiedi a Fratoianni di dichiararsi socialista non lo farà neanche sotto tortura.
Ma una sinistra che pone il tema del lavoro, della sua emancipazione nel conflitto di classe praticato in forme democratiche, nell’ambito di un progetto di società, non può non definirsi socialista. Poi potranno esistere altre sinistre, ma che non hanno la specificità socialista. Il futuro non sta nella riesumazione di Prodi o peggio nel ritorno di Veltroni -che compare sempre più spesso su La7-. Nè nell’antagonismo nichilista di Potere al Popolo.
Su Sanchez la Schlein ha cercato di mettere il cappello. Fatto che sta in un partito che ha sempre rifiutato di chiamarsi socialista. O sta con Obama o con Bernie Sanders che non sono la stessa cosa. Ritornando alla esperienza di Sanchez, egli ha realizzato risultati molto importanti, in condizioni difficilissime. Con maggioranze risicate, con l’esistenza di partiti regionali con i loro particolarismi. Con una opposizione fatta di post-franchisti e neo-franchisti. Che hanno fatto dell’insulto e dell’incitamento all’odio la loro cifra.
Con una magistratura che al suo interno ha forti componenti di destra. Certamente nel Psoe vi sono stati fenomeni di corruzione, ma gli accusati si sono dimessi. Il post franchista partito popolare è uno dei partiti più corrotti in Europa. E da questo partito viene la marmaglia franchista dell’improponibile Abascal, grande amico della Meloni. Che fa dell’insulto personale l’elemento portante della sua opposizione sguaiata. Un essere infame che esalta uno dei più criminali e sanguinari dittatori d’Europa, Francisco Franco. Il quale, dopo la fine della guerra civile ha fatto fucilare 192.000 persone (molti socialisti).
E Sanchez, nonostante questo ha governato per otto anni. Ma quello che mi fa innervosire che a insistere nella polemica contro il Psoe, sia il “quotiano comunista” Il Manifesto. Il quale sostiene il movimentismo postmoderno e fallito di Podemos. Indubbiamente c’è un antisocialismo strisciante (come c’era in Magri ) in quelli del Manifesto. Che pure ha avuto grandi personalità come la Rossanda. Se continua questo ostracismo strisciante non si farà mai una sinistra seria in Italia. E sinceramente mi sono rotto di questi atteggiamenti.

