di Peppe Giudice |
Un mese fa, i vari sondaggi registravano una netta prevalenza dei SI. Oggi gli stessi sondaggi danno una situazione di sostanziale parità. Alcuni danno i NO in leggero vantaggio. Per quanto i sondaggi sono appunto…sondaggi, tuttavia essi dimostrano delle chiare linee di tendenza. Ed è inutile negarlo, questo referendum, anche se la destra lo nega, ha un grande valore politico.
Se vincesse il NO (come auspichiamo) non vi sarebbe crisi di governo, ma senza dubbio, si aprirebbe una crepa politica difficile da ricomporre. Ed, in una fase in cui la crisi sociale si approfondisce e tutte le bugie del governo vanno in fumo. Del resto gli attacchi continui e con linguaggio becero verso i sostenitori del NO danno la cifra del nervosismo dei fascio-leghisti-forzisti. I quali si rendono anche conto della difficoltà di mobilitare il proprio elettorato. Anche se il numero degli indecisi resta alto -anche per la difficoltà a comprendere la ratio di questa controriforma-, a mio avviso, aumenta sempre di più la consapevolezza dell’imbroglio perpetrato.
La controriforma non ha nulla a che vedere con il giusto processo, con l’efficienza e la rapidità dei processi, con la garanzia dei diritti dell’accusato. Si inserisce invece in un progetto autoritario di tipo trumpiano, che mina l’autonomia e l’indipendenza della magistratura , che punta ad una svolta autocratica come il premierato -Giuliano Vassalli diceva che il premierato ha una chiara radice mussoliniana-.
E non dobbiamo certo meravigliarci; dopo aver parlato il mellifuo Mentana e alcuni giornalisti del Corriere di un nuovo rapporto privilegiato tra Italia e Germania come fatto epocale, la Meloni ha preso le distanze dal cancelliere Merz quando questi ha attaccato la cultura MAGA, la parte più putrida dell’estrema destra americana e constatato che tra Europa e USA trumpiani il legame si è rotto in modo irreversibile. Con più forza le stesse cose le aveva dette il premier canadese Carney. Quindi la Meloni disegna un’Italia, sempre più lontana dall’Europa e sempre più sguattera insignificante degli USA.
Certamente io ripropongo forti critiche alla UE e alla Germania. Se l’Europa ha avuto un forte periodo di crisi la responsabilità è delle politiche di austerità e di freno al debito imposte dalla Germania. A differenza di Fassina e di tutto il sovranismo di sinistra non sono euroscettico. Sono certo estremamente critico verso queta Ue ed i trattati su cui si è fondata. Ma non per il ritorno alle piccole patrie -nulla a che vedere con l’internazionalismo socialista- che in un mondo in cui le grandi sfide si compiono tramite attori di certe dimensioni, non hanno senso.
La battaglia deve incentrarsi su una radicale riforma dei meccanismi della UE che faccia saltare quei parametri che hanno ingabbiato l’economia continentale, eroso il nostro modello sociale, impedito l’attuazione di quelle politiche industriali coordinate in grado di superare il gap nelle big tech rispetto agli USA ed alla Cina permesso una seria transizione ecologica dell’economia, migliorare la rete dei trasporti a vantaggio dei trasprti locali e regionali.
Questo ci rimanda ad un altro tema: quello di forme di socializzazzione democratica dell’economia e dello svilppo del controllo dei lavoratori sulla produzione, lo propomgono i socialisti democratici americani, non vedo perchè la sinistra europea non debba prendere esempio. Ma è comunque un tema che va affrontato a parte. In conclusione, io mi rivolgo a tutti quei compagni socialisti che sempre di più si stanno sempre più orientando verso il NO.
Sono tra i aderenti del COMITATO SOCIALISTA PER IL NO (primi sottoscrittori Elena Matteotti e Rino Formica) nonchè militante di Risorgimento Socialista. A sinistra, noi socialisti ci siamo sempre distinti per il garantismo, per il giusto processo, ci siamo opposti all’uso abusivo e distorsivo della custodia cautelare, contro il dipietrismo. Ma siamo sempre stati per l’autonomia della magistratura secondo il dettato costituzionale. Ed è questo dettato che la destra vuol far saltare!

