L’ICE la “Gestapo” di Trump. La fine della democrazia negli USA

di Peppe Giudice |

La democrazia americana è sempre stata una democrazia per i ricchi, in cui le grandi concentrazioni di potere economico e finanziario hanno fortemente condizionato (molto più degli altri paesi capitalistici avanzati) ed in modo trasversale la politica del paese. Certo negli USA ci sono anche stati i movimenti per l’integrazione razziale, per i diritti civili, contro la guerra che hanno mobilitato grandi masse. In genere legati al partito democratico che però hanno spesso scavalcato e contestato.

Il caso di Martin Luther King tradizionalmente vicino ai dem è emblematico; nel 1967 prende una durissima presa di posizione contro la guerra nel Vietnam -guidata allora dal democratico Johnson-; ritiene che la questione razziale non si possa risolvere all’interno del capitalismo, preconizza un socialismo democratico ed umanistico molto diverso da quello del’URSS. Probabilmente a causa di queste posizioni viene ammazzato. Insomma i democratici sono, nel dopoguerra, stati parte integrante del sistema imperialista, sia pur con contraddizioni interne.

E comunque, dopo la crisi del 2008, il blocco dell’ascensore sociale -e la fine del sogno americano- emerge un movimento socialista, che, con la guida accorta di Bernie Sanders, riesce a conquistare posizioni importanti, ad attrarre voti della “working class” , fino a conquistare municipi come New York e Seattle. Ma su questo torno dopo. Con Trump il capitalismo e l’imperialismo americano si configura come il nuovo fascismo (che ispira altri movimenti di estrema destra in Europa). Trump non è l’Occidente, piuttosto è l’escremento dell’Occidente.

Insomma con Trump si supera e di molto la linea rossa. L’ICE è la gestapo di Trump. Un gruppo di tagliagole, avanzi di galera, cocainomani, fanatici religiosi e paranoici, che sono i pretoriani del nuovo fascismo trumpiano. Che compiono efferati delitti, uccidono a sangue freddo persone per strada, rapiscono bambini. Scene che ricordano la Germania post 1933. E che sono considerati “patrioti” (questo termine può ormai essere associato a quello di criminale). C’è stata una reazione popolare e grandi manifestazioni contro questo colpo di stato di fatto. Si registra anche un forte calo di consenso nei confronti del despota, e che potrebbe indurre un gangster con chiare tendenze paranoiche, ad aumentare le maniere forti, e la violenza contro chi si oppone.

Qualcuno ipotizza addirittura uno scenario da guerra civile. Credo che tutto ciò metta fine alla mistificazione della difesa della civiltà occidentale. Il mio, il nostro occidente, è quello della rivoluzione francese, del movimento operaio e socialista, dei diritti umani e civili, non quello del colonialismo e meno che mai del suprematismo bianco-anglosassone, o del fanatismo religioso antimoderno e regressivo.

Il mio socialismo si colloca pienamente nell’ambito dell’Occidente -che comprende anche l’America Latina- , del “primo” occidente. Come si colloca quello dei nuovi socialisti americani che sono la vera alternativa al trumpismo. Un occidente universalista che interagisce e si integra con altre culture in una assetto e modello sociale alternativo al capitalismo reale. Che è quello del nuovo fascismo trumpiano. Un’ultima annotazione e poi chiudo.

In alcuni settori di una sinistra “antagonista” ho l’impressione che si sia molto sottovalutato il pericolo trumpiano. In nome di una assurda rigidità ideologica. Mi riferisco al Prof D’Orsi, valente docente di filosofia, ma che riduce il movimento operaio a Lenin e Gramsci. Il resto non esiste. Ma, a parte questo, è la sua fede smisurata per Putin che lo porta fuori fase. E poichè Trump ha rilegittimato Putin va bene ed è migliore di altri presidenti. Prrsonalmente considero Zelensky un balordo, E sono sempre stato sostenitore di una soluzione negoziata e diplomatica. Ma con Putin non voglio avere nulla a che fare. E non mi si venga a dire (come fa Lavrov) che la Russia difende i popoli poveri contro l’imperialismo occidentale.

Perchè: la russia, nel corso della sua storia non è stata una potenza colonizzatrice? Non ha forse conquistato immensi territori dalla Siberia all’Asia Centreale abitata da non russi e non slavi? Terre con risorse immense. Ed imposto la russificazione coatta di tali teritori?

La differenze con il colonialismo occidentale stanno nel fatto che l’imperalismo (dell’Inghileterra, della Francia, della Germania degli USA si è fondato sulla fusione di politica ed economia (come insegnano i teorici marxisti da Hilferding a Rosa Luxemburg a Lenin). Quello russo, di un paese semifeudale e di un capitalismo in ritardo, è stato un fatto eminentemente politico e culturale. In Occidente c’è stato imperialismo, in Russia una politica imperiale che è comunque fortemente oppressiva. Credo che questo sia un chiarimento importante da fare.

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