di Peppe Giudice |
E’ in corso una vera e propria campagna di disinformazione sui social per giustificare l’azione gangsteristica di Trump nei confronti del Venezuela. La campagna pare ben orchestrata (vi ricordate quando Israele iniziò ad emettere fake news per giustificare o nascondere il massacro di Gaza?).
Una campagna miserabile volta a persuadere forzando il minimo del buon senso, della giustezza dell’azione (che viola smaccatamente il diritto internazionale e la sovranità di uno stato) perchè a favore della democrazia e contro una dittatura, e per impedire un mai dimostrato traffico di droga. Come è evidente della democrazia a Trump non gliene frega un cazzo, anzi la avversa; sul traffico di droga il compagno Gustavo Petro ha evidenziato come il grossi della mafia della droga sudamericana vive in Florida, uno stato che vota per Trump (è lo stato di Marco Rubio).
La compagna Ocasio-Cortez ha evidenziato come uno dei più pericolosi trafficanti sia stato l’ex presidente dell’Honduras (condannato a 40 anni dai tribunali americani ) graziato dal gangster, perchè a lui vicino politicamente. Uno può essere il peggior dittatore, trafficante, ma se è amico del gangster tutto è liscio. Questa ignobile campagna non credo sia organizzata dagli USA, ma dagli amici nostrani del gangster. Che non è un’ipocrita!
Va detto chiaramente che a lui interessa il petrolio, che intende ristabilire il dominio USA su tutta l’America Latina: di qui le minacce al Messico ed alla Colombia. Questa inondazione di fake news è frutto di feccia fascista organizzata; con il supporto relativo dei giornali parafascisti , vero letame dell’informazione. Ma anche da parte di giornali come il Corriere della Sera, pur con un nauseabondo pudore, si plaude di fatto all’azione predatoria USA, anche se non conclamata esplicitamente. Una campagna miserabile a cui occorre rispondere a tono, ricordando anche i crimini commessi dagli USA in Amerca Latina, la rapina delle risorse, il sostegno attivo a dittature sanguinarie. Sottolineando che tra i nostri alleati, della Nato, c’è una dittatura di fatto che è quella di Erdogan, che tra i nostri amici c’è la Tunisia governata da uno spietato dittatore; che l’Arabia Saudita, alleata dell’Occidente, è monarchia assoluta che decapita le donne. E si potrebbero fare tanti altri esempi.
Tutto questo lo dice uno che non ha alcuna simpatia per Maduro. Concordo con il socialista americano Bernie Sanders che ha definito Maduro dittatore spietato e corrotto, ma ha duramente condannato il manifesto atto del più ignobile imperialismo perpetrato da Trump e la volontà di rapinare le grandi risorse del paese delle Antille. E mi trova concorde la nota congiunta di Spagna, Messico, Brasile, Colombia, Uruguay, che condannano senza appello la palese violazione del diritto internazionale, e la logica di rapina che la ispira, come pure il sequestro di Maduro e della moglie, con il quale questi paesi si sono spesso travati in contrasto, perchè gli USA non sono i gendarmi del mondo.
Ma su Maduro, credo che la sinistra italiana debba fare una seria rifessione (certamente lontanissima da qualsiasi giusificazione del banditismo di Trump). Ho già detto che c’è una profonda differenza tra Chavez e Maduro. Sotto Chavez fu approvata nel 1999 una delle Costituzioni democratiche più avanzate. C’è in Venezuela, ma questo non trapela, una sinistra (di ispirazione neo-marxista) chè è stata vicina a Chavez, ma contesta Maduro. E la contestazione riguarda proprio la volontà di Maduro di mettere in discussione di fatto la Costituzione del 1999. A Maduro non interessa nulla del socialismo (o almeno in quello in cui credo io, quello di Allende e Lombardi). E’ un uomo di potere supportato dalla “boliborghesia” avida e corrotta, che è una delle cause del disastro economico del paese, l’alltra causa è certamente il prodotto dell’emargo USA.
Qualche compagno dissentirà da me su questo punto. Ma è importsnte attivare una seria dialettica per liberarci dalle illusioni. Il “bolivarismo” iniazialmente tentava di mescolare socialismo democratco (non è mai stato marxista-leninista) e populismo. Badate bene, non dò un giudizio pregiudizialmente negativo sul populismo latino-americano. Molto diverso da quello europeo. Essendi stato una trentina di anni fa in Argentina (dove ho molti parenti) e avendo studiato a fondo la storia di quei paesi, di quel sub-continente, ed apprendo moltissimo la sua cultura e la il suo folclore, credo di comprendere bene le ragioni dell’emergere del populismo. E’ stato un importante fattore di coesione sociale, di rivendicazione di una sua propria identità contro il suprematismo anglossasone.
Il meticciato (che la cifra del subcontinente, compreso paesi con forte immigrazione dall’Europa Meridionale, vedi Argentina e Brasile del sud), è il prodotto della cultura latina della “contaminatio” amplificata dall’universalismo cattolico. L’America Latina è paradossalmente più Occidente di quella anglosassone nei suoi aspetti più negativi che è quella della pirateria. Perchè è lontana figlia della civiltà mediterranea (brodo di coltura dell’Occidente). Il problema è oggi, conservando gli aspetti positivi del populismo, costruire il socialismo democratico di sinistra adatto a quella realtà. Evidentemente il discorso è da approfondire.
