di Peppe Giudice |
Sono stato molto contento per aver potuto parteciparte alla II giornata (ieri Sabato 20 Dicembre) della festa di Risorgimento Socialista.
Ho partecipato al dibattito sul tema “riforme di struttura e conflitto di classe nella cultura del socialismo italiano”. Attraversando tre grandi personalità come Lombardi, Morandi e Panzieri. Ho dato il mio contributo, forse incompleto, all’interno di un dibattito, -ma lo erano anche i dibattiti precedenti- vivo, di grande sdpessore e pieno di stimoli di riflessione. insomma una gran bella giornata di confronto ed approfondimento politico molto raro oggi in Italia. E risorgimento si conferma di essere la forza e l’organizzazione più viva nella galassia di associazioni socialiste.
Non solo per il livello di dibattito, ma anche e soprattutto per il suo progetto politico: costruire in Italia una forza della sinistra socialista ovviamente nemica della destra fascio leghista, ma avversaria di ogni ipotesi di ricostruzione, magari surrettizia dell’ULivo. Personalmente ho pochissima fiducia nei soggetti politici esistenti, a partire ovviamente dal PD. Ma sono scettico anche verso i 5s.
Ho votato per AVS, ma non ho nessuna intenzione di iscrivermi perchè è il meno distante dalle mie idee. Ne rilevo pienamente i profondi limiti relativi alla mancanza di identità che ne fanno una forza accessoria. I compagni di Sinistra Italiana non si dichiareranno mai socialisti, neanche sotto tortura. Restano legati alla idea malsana (di Fabio Mussi – che è tipica dell’ulivismo di sinistra) di una “sinistra senza aggettivi” proprio per non affrontare il tema identitario, il quale non è solo una questione nominalistica, ma di sostanza politica.
Qui sta la sua debolezza. E l’incapacità di costruire una proposta strategica coerente che poi spesso la rende subalterna, o tale appare al PD. Anche se alcune sue battaglie sono pienamente condivisibili: patrimoniale, riduzione orario di lavoro. Ho certo più fiducia in Landini e nel nuovo corso che ha impresso alla CGIL marcando una soluzione di continuità rispetto alla incapacità passata di sgarciarsi dal PD. Per tali motivi la proposta politica di Risorgimento Socialista, far rivivere la tradizione socialista nel processo di rinascita della sinistra come alternativa al modello economico sociale esistente.
E concedetemi una nota personale: fa sempre piacere ritrovare dei compagni, con cui in passato ho alternato momenti di convergenza e divergenza, dei compagni che si sono sempre contraddistinti per la loro onestà politica ed intellettuale, e l’impegno gravoso per far crescere l’organizzazione. E non si può non sottolinare il grande contributo di lavoro anche estenuante e di idee profuso dal compagno Franco Bartolomei, nel costruire e rafforzare tale struttura ed intessere relazioni politiche.
Talvolta con Franco mi sono trovato in dissenso, anche molti consensi, ma abbiamo sempre condivise le nostre idee di fondo e la comune passione politica per riscattare la cultura socialista sia dalle demonizzazione che dalle mistificazione operati da qualche post-craxiano a tempo perso.
Grazie compagni.
