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Credo che in Spagna sia in atto una sorta di golpe silenzioso contro il governo di Pedro Sanchez. C’è una parte importante della magistratura iberica che è legata al franchismo, un cancro che in Spagna, nonostante la forte crescita della democrazia non si è riusciti ad estirpare. Franco, uno dei dittatori più sanguinari d’Europa, ebbe l’accortezza di non entrare in guerra a fianco della Germania e dell’Italia. Se poi avesse perso la guerra avrebbe fatto la stessa fine di Mussolini.
Ci sono stati episodi di corruzione di Esponenti del Psoe -uno di questi , ex ministro dei trasporti, si è dimesso dal partito e fu espulso nel 2021-; del resto in un partito di massa è possibile che possano verificarsi tali episodi, che ovviamente vanno con forza combattuti, anche se Sanchez, per la verità, si è sempre impegnato a emerginare i vecchi “baroni” del partito risalenti alla stagione di Gonzalez.
Sanchez ha però evidenziato che gli ultimi a parlare di lotta alla corruzione sono proprio i popolari post-franchisti che stanno nel PPE: che hanno visto i propri vertici più volte investiti da fenomeni corruttivi seri. Credo che il governo Sanchez, unico governo di sinistra in Europa, sia al centro di una azione internazionale per farlo saltare. E non sulla base di teoremi complottisti, ma su fatti.
Innnzi tutto lo spostamento a destra dei Popolari Europei. Il fatto che la Spagna è, nonostante politiche non convenzionali, sia la economia che cresce più di tutti. Sanchez si è attirato la profonda inimicizia di Israele denenciando espressamente come genocida la strage di Gaza, rompendo ogni rapporto commerciale, affermando che se Netanyau venisse in Spagna sarebbe immediatamente arrestato -lo stesso ha detto Madmani a New York-. Si è ovviamente attirato la pesante ostilità di Trump, la Spagna è il paese europeo che ha i migliori rapporti con la Cina.
Insomma è isolata in questa UE miserabile. Lula fu arrestato, imprigionato e rimase diverso tempo agli arresti da un giudice amico del criminale fascista Bolsonaro, condannato a 27 anni per tentayto colpo di stato. Papa Francesco gli scrisse una lettera di solidarietà, denunciando anche l’azione di una magistratura che tende a colpire i governi impegnati sul fronte dei diritti sociali. Del resto il giudice Moro che inquisì Lula è poi diventato ministro di Bolsonaro. Le accuse a Lula caddero, si candidò e vinse le elezioni presidenziali e Bolsonaro tentò un colpo di stato fallito.
E’ evidente che c’è un quadro generale che punta a disarticolare le forze socialiste e progressiste dalla Spagna all’America Latina. Trump si prepara ad invadere il Venezuela, del resto non sono un sostenitore di Maduro, ma la Machado una arpìa liberista e serva dell’imperialismo, si prepara a vendere le enormi risorse del Venezuela alle multinazionali americane. Trump attacca anche il compagno Petro, presidente socialista della Colombia con la accusa falsa di favorire i narcotraficanti.
Petro gli ha risposto che tutta la mafia sudamericana impegnata nel traffico di droga (venezuelana, colombiana, ecuadoriana, argentina) voive e prospera a Miami e vota per i repubblicani. Qualcuno ha ipotizzato che tra Trump e Putin vi sia un patto: l’Ucraina alla Russia e il Venezuela e forse l’intero controllo sul Sudamerica a Trump. Non so quanto ci sia del vero. Ma l’atteggiamento russo nei confronti della situazione venezuelana mi pare molto tiepido.
