di Peppe Giudice |
Parto da un punto. La proposta della CGIL di un contributo di solidarietà dell’1,3% sui patrimoni netti superiori a 2 milioni di euro, da cui possono ricavarsi 24 miliardi di euro, secondo le stime dell’ufficio economico della CGIL, ha chiaramente incontrato la piena ostilità della destra fascista, leghista e forzista. Fin qui nulla di strano.
Ma una aperta ostilità c’è stata da parte del PD, tant’è che la stessa Schlein, ha chiarito che questa misura dovrebbe avvenire in un più vasto contesto europeo, cioè mai! La dissociazione di Conte in nome di uno sterile benaltrismo; ma anche la riprovazione di quella stampa che si qualifica di “centrosinistra” (Repubblica, Stampa) ovviamente del Corriere della Sera, di Cottarelli candidato da Letta nel PD, un esponente funesto della macelleria sociale del governo Monti.
Tutti a sbraitare contro una proposta “estremista” che da spago alla propaganda della destra. Una misura che colpirebbe il ceto medio. Ditemi voi se chi ha un patrimonio netto di 2 milioni di euro può considerasi “ceto Medio” oggi. Cazzate! Soprasttutto in una fase in cui gran parte del ceto medio si sta impoverendo. In Inghileterra, nel 2017 il Labour di Corbyn, con un programma di socialdemocrazia radicale prese una quota molto importante del voto del ceto medio. Raggiungendo il 40% e 12.800.000 voti. Lo stesso per Mamdani , che ha nel programma la tassazione dei ricchi (anche con la patrimoniale) che ha preso ma maggioranza assoluta a New York. La propsta della CGIL, che può anche essere considerata prudente, ha il merito di aver rotto un blocco, anche psicologico.
Il problema è che oggi nel parlare di ceto medio si fa una grande confusione: in esso si fanno rientrare gli insegnanti, gli impiegati pubblici (che hanno un reddito vicino a quello della classe operaia) e dall’altro i liberi professionisti di un certo livello: commercialisti, notai, ingegneri, avvocati. Una confusione voluta e propagandata ad arte. Per gridare al lupo al lupo. Ditemi voi se una famiglia composta da due insegnanti e da due impiegati può giungere ad evere un patrimonio netto di 2 milioni a meno che non abbia ricevuto una eredità dal classico zio d’America..del resto sopra i 2 milioni di patrimonio netto vi sono 500.000 persone l’1% degli italiani, il 99% non viene toccato, al di là delle deformazioni questo va spiegato. In Spagna c’è una imposta del 3% sui patrimonio superiori a 3 milioni di euro, e ciò non ha affatto danneggiato l’economia spagnola, che è creciuta del 3,2% contro il ridicolo 0,7% dell’Italia. E comunque la CGIL ha messo un dito nella piaga: le gravissime disuguaglianzre ed ingiustizie che caratterizzano il capitalismo attuale.
E Landini ha seriamente preso le distanze dal PD, cosa che i suoi predecessori non hanno fatto. Giannini (uomo di Prodi) è uno dei più accaniti contro la patrimoniale, come il suo giornale la Repubblica. Un antimelonismo fine a se stesso senza una alternativa radicale. Bisogna guardare al centro! Questo centro elettoralmente vale il 5%! Ovviamente la politica non si fa sull’aritmetica, ma sulla costruzione di un blocco sociale antagonista al fascismo e alternativo al neo-ulivismo. Sono convinto che nessuno dei soggetti attuali sia in grado di svogere tale compito, ovviamente non il PD, ma neanche i 5S.
AVS che pure ho votato resta fortemente legata all’ulivismo e non è in grado di uscirne fuori. Il blocco sociale deve partire dal sindacato: ovviamente la CGIL, ma anche i settori non settari del sindacalismo di base come i CUB, cercando di recuperare anche la UIL, come ha proposto il compagno Franco Bartolomei. Un sindacato di classe, nel senso che mette al centro il conflitto sociale e di classe contro una deriva corporativa e subalterna al governo come la Cisl odierna. Di fatto fascistizzata. Del resto fu dal sindacato che nacque il Labour Party inglese e quella specifica forma di socialismo democratico. Il Labour nasce come rappresentanza politica del sindacato, poi autonomizzandosi, ma con un forte legame con esso. E con quello che il compagno Otto Bauer definì la vera alternativa in Occidente al bolscevismo, il socialismo ghildista inglese, un socialismo democratico radicale che si proponeva di superare il capitalismo tramite una sintesi di democrazia politica e democrazia industriale (controllo operaio e autogestione). La democrazia mista degli austromarxisti.
