Mamdani Socialista

di Peppe Giudice |

Sulla elezione di Zoharn Madmani si sono sprecate, nel nostro paese, tante discussioni inutili, per non affrotare i temi veri che tale elezione pone. Quindi Madmami è socialista -anche se quacuno nel “campo largo” preferisce non nominare questa parola maledetta-.

E’ socialista non solo nominalmente perchè ha un programma effettivamente socialista. Le sue proposte sono veramente radicali soprattutto se applicate nel contesto americano. E forse lo sono anche da noi. Giornali come il Corriere della Sera, il Sole 24 Ore, hanno accolto molto male tale elezione. Temendo che la sinistra possa seguire il suo esempio. Beh! Questa stampa -e aggiungo pure la Repubblica- ha sempre voluto una sorta di sinistra inoffensiva che non si ponesse contro i poteri forti. Una sinistra NON socialista!

E succube di un pezzo importante del capitalismo finanziario Europeo ed internazionale, atlantista e filoisraeliana. Madmani è l’opposto di tutto ciò. Cerca direttamente il conflitto con i poteri capitalistici proprio nelle sue proposte, ha definito genocidio senza giri di parole il massacro di Gaza. Ha sudiato molto bene le disuguaglianze e le ingiustizie causate dal capitalismo globalizzato nei paesi poveri. La sua base elettorale è fatta di ceti popolari della working class -nera e latina in particolare-, dei ceti a reddito medio-basso, dalle minoranze etniche e religiose.

Alcuni hanno fatto riferimento, per quanto riguarda il suo programma, all’azione delle giunte di sinistra in Emilia e Toscana. Certo dimenticandosi che New York ha più abitanti di Emilia e Toscana messe insieme e un Pil che è i 2/3 di quello italiano. Ed è il cuore del capitalismo mondiale. Certamente avrà la strada tutta in salita, ma credo che godrà di un consenso popolare sempre più vasto perchè affronta bisogni che sono della maggioranza della popolazione, dal tema degli affitti, alla tassazione dei ricchi, ai supermercati comunali, ad un programma di edilizia popolare. Cose che vanno ad intaccare i rapporti di potere radicati ed inamovibili. E comunque conquistare New York per i DSA (Democratic Socialist of America) non è certo cosa da poco.

Trump ha trovato un bel osso duro. Una sinistra perennemente malpancista (sono pochissimi) è sicura che Madmani, come secondo loro fanno tutti socialisti, alla fine cederà e si farà accalappiare dal sistema. E lo fanno sulla base di pseudoanalisi condizionate da un determinismo fuori fase. Forse non si rendono conto che lo stesso capitalismo americano è attraversato da fortissime contraddizioni. La stessa elezione di Trump è un loro riflesso. E comunque la vittoria di Trump è stata ampiamente sopravvalutata. Trump ha vinto con 2 milioni di voti in più (parlo di voti popolari) rispetto alla Harris che era debolissima. Due milioni di voti su una popolazione di 336 milioni di abitanti. E’ stata sopravvalutata per ragioni ideologiche sia dall’estrema destra europea ed italiana che ne facevano una icona, sia dal capitalismo liberal che ha gridato certamente non senza valide ragioni alla deriva autocratica e dispotica del Tycoon.

Ma si trattava e si tratta di un classico conflitto intercapitalistico su come risolvere la crisi anghe esistenziale della maggior potenza capitalistica mondiale. I DSA , Sanders, Cortez e oggi Mamdani si pongono all’esterno di tale conflitto e propongono soluzioni che rompono entrambi i gruppi di poterre. Steinbeck diceva che in America non è il socialismo e il conflitto di classe perchè i poveri si sentono tali solo provvisoriamente. Ma questo sogno è svanito da tempo. L’ascensore sociale si è bloccato da tempo, le disuguaglianze hanno raggiunto un apice non più sostenibile sia pur im in un paese molto più diseguale dell’Europa occidentale. La società americana diventa sempre più multietnica.

Questi fattori possono giocare sempre più ad una forza socialista che offra una alternativa forte al fascismo di Trump ed all’establishment dem. Certo il percorso non sarà breve nè facile, la la vittoria a New York però ha un grande valore simbolico che va oltre la metropoli. E comunque credo che al di là delle smargiassate Trump abbia paura di gente come Mamdani che comunque sa rispondergli a muso duro. Se anche in Italia siamo giunti al ridicolo di una destra ghe rappresenta Mamdani che progetta altri attentati ai grattacieli di New York. E anche in Italia all’interno del nostro capitalismo straccione si delinea un conflitto tra la sua declinazione reazionaria e una neo-ulivista. Non è un caso che il Corriere e il Sole 24 ore elogiano sempre di più la Meloni perchè ha tenuto i conti in ordine, ha addittura peggiorato la Legge Fornero , perchè ha avuto elogi delle agenzie di rating -che premiano sempre i governi che fanno politiche antisociali- e chi che se ne ferga se la crescita economica è ridicola, se fanno una manovra a favore dei redditi medio-alti, se aumenta il lavoro povero e le fasce di povertà, tagliano di fatto la spesa sociale.

Al di là dei sondaggi, prevedibilmente si avrà una forte crescita dell’astensione -le elezioni regionali parlano chiaro, ma il centro-sinistra pare incapace di intercettare i voti degli astenuti che in gran parte sono nei ceti popolari. E’ il fallimento del campo largo, per i limti strutturali per ragioni diverse che attanagliano i due soggetti più importanti: PD e 5S.

Il PD ha componenti di centrodestra nel suo partito: Gentiloni, Letta, Picierno, Quartapelle, Guerini. La Schlein è debolissima nella sua visione politica: vuole mettere il capello su Mamdani, ma è lontanissima da lui, lei è una liberal, Mamdani socialista. Dei 5S ho più volte parlato: non riesce a liberasi di retaggi qualunquisti, populisti e giustizialisti, ci vorrebbe quindi un campo socialista: le forze sociali interessate a tale prospettiva ci sono; il problema è come costruirlo.

Ps: è stato anche evidenziato che Mamdani è stato bravissimo nella comunicazione e nell’uso dei social. Ma è stato bravo perchè sapeva cosa comunicare.

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