Zohran Mamdani sindaco socialista di New York

di Peppe Giudice |

E’ stato eletto con la maggioranza assoluta dei votanti. Eleggare un sindaco socialista nella più grande metropoli degli USA, e forse la più importante del mondo, nonchè simbolo del potere capitalistico è indubbiamente un fatto rivoluzionario.

Mamdani si colloca sulla scia di Bernie Sanders ed Alexandria Ocasio Cortez, iscritto ai DSA (Democratic socialist of America), di un socialismo democratico di classe, radicato nella Working Class, di cui è espressione, capace di raccogliere il disagio del ceto medio impoverito, di quei giovani a cui è negato l’accesso all’ascensore sociale. Distinto nella dura condanna al governo genocida israeliano, senza cadere nell’antisemitismo.

Ma la Working class è comunque la forza propulsiva che lo sorregge. Mamdani è il nemico più forte di Trump -molto preoccupato per la sua elezione- proprio perchè è distante da quell’establishment economico e politico di quei settori del partito democratico, legati al mondo della finanza e della sua oligarchia. Anche se è il primo passo, dimostra cghe l’estrema destra reazionaria e parafascista si può combattere efficacemente con una politica socialista di sinistra.

E questo vale anche per l’Italia. L’alternativa a questa destra miserabile non la si costruisce con la geometria del campo largo o con perniciose riedizioni dell’Ulivo, o con il progressismo edulcorato degli Augias, bensì dando ad essa una chiara identità e progetto socialista, di quel socialismo di sinistra che è parte preziosa della nostra tradizione socialista italiana.

E quindi con un deciso cambio di paradigma. Che comporta una profonda autocritica. L’assurdo è che mentre negli USA la parola SOCIALISMO viene rivalutata, in Italia, di fatto continua ad essere demonizzata. Sono impressioni a caldo, mi riprometto di ritornatre sull’argomento.

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