di Peppe Giudice |
Con la solita scusa della lotta al narcotraffico.
Il presidente della Colombia Petro, a cui Trump ha fatto esplicite minacce, e quindi non solo a Maduro, ha risposto che i capi della mafia colombiana stanno tutti a Miami, insieme alle altre mafie latino-americane, e con molta probabilità votano per i repubblicani. Rubio, viene dalla Florida (è figlio di fuoriusciti cubani). Ma Petro ha anche sottolineato che tutti i governi di destra del suo paese sono stati complici, se non di più, dei narcos.
Petro è, nella storia del paese, il primo presidente socialista e di sinistra. Prima le forze di destra hanno spadroneggiato e sotto di loro si è sviluppato uno dei narcotraffici più criminali e pervasi da cointeressenze con il potere. Ora i catelli messicani hanno sopravanzato quelli del paese caraibico. Petro ha anche ricordato che i conservatori -forza che si ispirava a Mussolini e a Franco- nell’immediato dopoguerra nell’ambito della guerra civile con i liberali, hanno sterminato decine di migliaia di contadini. Comunque gli USA, sermpre nel nome ipocrita della democrazia e della libertà, hanno commesso le peggiori nefandezze e porcherie in quello che hanno sempre considerato il loro “cortile di casa”.
Basti pensare ai colpi di stato in Guatemala, all’invasione di Santo Domingo, ai colpi di stato militari in Brasile, Cile ed Argentina ed al loro carattere sanguinario. Gli USA sono la massima espressione di un capitalismo predatorio, ed ora si stanno avviando verso un regime autocratico con Trump.
Qualcuno dirà: ma il regime di Maduro è dispotico e liberticida: è vero, ed aggiungo che non ha nulla a che vedere con il socialismo. Ma, a parte il fatto che la sua antagonista la Machado, è di gran lunga peggiore, è l’espresione di quella “borghesia compradora” intermediaria di affari con le multinazionali USA, che vuole svendere le grandissime risorse del venezuela alle stesse multinazionali, i destini di un paese non possono essere decisi da un intervento armato straniero, sono frutto di autodeterminazione. E’ quindi perfettamente legittimo che Maduro chieda aiuto alla Cina -ma non so se vorrà intervenire- per difendere la sovranità del suo paese.
Uno dei grandi problemi dell’America Latina è l’esistenza di oligarchie che risalgono ai tempi delle colonie, che si sono alleate con i predoni di New York. Entrambi erano interessati a non favorire uno sviluppo equilibrato di tali paesi. Il populismo, che non è socialismo, in Argentina, Brasile, Venezuela, terre fra l’altro di grande immigrazione (Italia Spagna, Portogallo) ha rappreserntato l’opposizione all’asservimento di questi paesi agli USA. E da questo punto di vista ha svolto un compito positivo, ma poi non ha saputo evolvere verso posizioni più avanzate, tranne che in Brasile.
Ricordo quello che diceva un mio cugino a Buenos Aires: “i ricchi odiavano Peron, perchè ha permesso agli operai e alla povera gente di andare al ristorante o al cinema“. In sintesi questo è il sentire della Machado, della estrema destra colombiana, dei sostenitori di Milei, dei sostenitori di Pinochet. Se Maduro può essere accusato di dispotismo -Trump è più democratico?- Petro no. E’ un democratico convinto, è stato eletto democraticamente, ha rispettato la Costituzione. Ed allora si sono inventati la storiella che non ha fatto abbastanza nella lotta al narcotraffico, accusa che è stata rispedita al mittente. Se vi sarà un attacco militare al Venezuela e una minaccia concreta alla Colombia il nostro dovere è organizzare grandi manifestazioni contro l’imperialismo di Trump e contro i suoi servetti ben rappreserntati da questo miserabile governo.
