Socialisti alieni – Casalserugo 1903

di Marco Destro |

Quando ho rinvenuto il testo di cui sotto era il gennaio del 2023. Ero con un’amica, che oggi non c’è più, presso la Parrocchia della Purificazione della B.V. Maria di Casalserugo. Due mesi dopo, quella sarebbe chiesa sarebbe stata il luogo delle sue esequie.
Il documento che si riporta è il diario parrocchiale del 1903, il quale riferisce le istruzioni impartite dal sacerdote locale contro la dottrina socialista. Per noi è un tema cruciale, perché da sempre tentiamo di ricondurre a unità, sotto lo stesso tetto, il tema del socialismo e quello dei principi cristiani.

Il sacerdote definì la causa del socialismo come segue: “…non è che il Demonio il vizio turpe che tutto continua e deteriora col socialismo. E ha spiegato tutto”. A contrario, per chi l’ha vissuto, esso non ha altra origine che nella fame e nelle ingiustizie subite. Il riporto è interessane dal punto di vista storico perché ci permette d’inquadrare, provandolo documentalmente, l’espandersi del socialismo nelle nostre campagne, collocandolo temporalmente, ovvero all’inizio del ‘900.
Il socialismo, per destare così tanta attenzione da parte del sacerdote, era evidentemente divenuto un “problema” sociale.
S’ipotizza che tale indottrinamento cattolico non si sia limitato alla sola Casalserugo, ma che istruzioni analoghe siano state impartite in altre Parrocchie della bassa. Talvolta, ci domandano se le pubblicazioni del nostro Centro ricerche siano effettivamente scientifiche. Non so dire se siano scientifiche o meno, so che dicono la verità. Ovvero che il socialismo ha portato molto di buono – e perciò è stato avversato da quanti volevano tenere la gente sotto il giogo dell’ignoranza e della povertà.

Parimenti, che il socialismo – quantomeno in certa interpretazione comunista – ha condotto, ai giorni nostri, al suo contrario, ovvero al più disumano neoliberalismo. Fermo restando che il cristianesimo che preferiamo è quello di Karl Barth, di cui consigliamo la trascrizione della conferenza Poveri diavoli del 1911. Oltre che il socialismo di Friedrich Wilhem Marquardt, con la sua Teologia e socialismo:
l’esempio di Karl Barth (1974), e quello di Helmunt Gollwitzer con Regno di Dio e socialismo: la critica a Karl Barth (1975).
Non è un caso la Predica di Natale del 1897 di Camillo Prampolini né il carteggio del 1978 tra Bettino Craxi e Luciano Pellicani titolato Il vangelo socialista.
Segue il testo riportato e il file originario al termine. Perdonerete certe imprecisioni, si è fatto quello che si è riusciti.

Testo Riportato:

I° Breve istoria del Socialismo 26 aprile 1903
I° Jacobini p. 24 – Il protestantesimo e Lutero – Comunismo e Socialismo con a) – b)

Per fare la storia esatta del Socialismo bisognerebbe analizzare tutte le eresie dai tempi del cristianesimo, perché in ogni eresia per un verso o per l’altro si troverebbe il Socialismo nella teoria e nella pratica. Specialmente poi se veniamo nel secolo XVI°, vedessimo Lutero, il primo a combattere sia la proprietà come la Religione, predicare la immoralità ed il libero amore. Vedessimo il primo scolaro di Lutero che fu Mancero1 gridare col maestro: abbasso la nobiltà, abbasso la proprietà, abbasso il celibato e col sangue dei Papi, dei vescovi e dei Preti laviamoci le mani e colla carne dei calotini (cattolici) caviamo la fame ai cani.

E tanto fu il furore suo che col maestro ebbe a corrompere il popolo della campagna e della città, da formare un esercito di oltre 140.000 uomini armati, da piantare guerra ai principi ed a tutti i possidenti in modo tale da arrecar straggi spaventose distruggendo chiese, conventi, castelli e paesi interi – detta la guerra dei contadini. Ma dalla storia di parecchi secoli addietro non posso occuparmi a parlarne a lungo, perché ci vorrebbero almeno 10 conferenze. Occupiamoci dunque dalla storia del Socialismo dal 1848 in poi, epoca più remora, fino ai nostri dì. E prima di tutto guardiamo un poco quali e chi furono i primi propagatori del Socialismo moderno. 
1 Probabilmente si riferisce a Thomas Müntzer.

I° Esaminiamo i loro costumi e le loro dottrine (quest’è il tema di oggi).

  1. Ferdinando Lassale, nato a Beslan / Germania (1825). Egli era Ebreo, studiò a Berlino – era seguace di Heghel, filosofo eretico. Appena il governo Prussiano conobbe la dottrina del Socialismo predicata da Lassale, gli fu fatto un processo penale e fu condannato a 4 mesi di prigione. Arguite da questo punto che genere di predicatore era lui. Era di condizione piuttosto povera, ma, con le sue arti, i suoi insegnamenti giunse a conquistare il cuore d’una vedova contessa, la quale lo mantenne signorilmente per 8 anni. La sua vita è la più lussuriosa e carnale che si possa immaginare. Senza Dio, senza riputazione, senza appoggio in mezzo a mille questioni di femmine le più luride, sfidò un suo rivale col duello della pistola e nel 1° colpo restò freddo cadavere. I suoi scritti funesti.
  2. Carlo Marx. Se Lassale voleva fare del Socialismo uno stato nello stato, fu combattuto da Carlo Marx inventore del collettivismo. Carlo Marx si può chiamare il Pontefice del Socialismo. Egli è nato a Treves da genitori Ebrei (2 maggio 1848).

Il suo primo dirizzamento lo fu di far nascere la rivoluzione per mezzo del comunismo, ma conosciuta 1848 la sua teoria dagli stati europei fu espulso dall’Europa continentale. Allora si diresse a Londra, e si mantenne in continua relazione con tutti i Socialisti europei ed americani fino alla sua morte (1883). La sua teoria si riduce in tre capi. 1° Teoria del calore 2° Teoria del capitale 3° Teoria del futuro ordinamento sociale (ma di questi 3 capi parlerò nella II Istruzione). Marx fu il tipo del vero Socialista, uomo senza cuore e senza affetti. Nella questione sociale egli non vide che la questione del ventricolo, non pensò che pel cibo del corpo, non vide niente dopo la tomba. <Giammai, esclama il Wintereir, l’uomo è stato abbassato fino al fango, quanto da Marx>.

Quindi per i seguaci Socialisti di Marx non vi è ne Dio, ne Religione, ne Chiesa, ne autorità su famiglia, su amore. E poi i Socialisti odierni vengono a dire che per loro la religione è un affare privato (Vaggian p. 39).

Fin al 1848 Marx si chiamò il Socialismo col nome di comunismo, dopo con quello di collettivismo.

II° istruzione. 10 Maggio 1903 Il credo dei Socialisti.

Noi sappiamo chi fu colui che fondò la Chiesa a cui noi apparteniamo. Fu G.Cr. Sappiamo chi furono i primo predicatori della medesima. Furono gli Apostoli. Essi hanno imparato da Cristo la Dottrina ed hanno fatto il Credo. Ora abbiamo veduto oggi atto chi furono i primi fondatori del comunismo, o Socialismo. Furono i più perversi eretici fino dai primi tempi del cristianesimo. Dissipati, carnali e turbolenti. Tali poi furono dipoi gli usciti, i wiclafitti, i luterani. Ultimamente avviamo parlato dei due caporioni del comunismo, o Socialismo quali furono Lassale e Carlo Marx, ebrei d’origine, epicurei nella vita, atei in Religione.

Ebbene io vi dissi oggi atto che Lassale voleva fondare per mezzo del Socialismo lo stato nello stato, fin tantoché lo stato Socialista fosse diventato forte e grande più dello Stato e governo dei Re, per poterlo poi schiacciare per mezzo della rivoluzione. Per questo appunto fu processato e dai tribunale fu condannato alla prigione. Ma sentito dal carcere continuò a predicare le sue eretiche e rivoluzionarie dottrine, e star a vedere dove sarebbe giunto colle sue inique teorie se una palla di revolver in un duello per un donna, come vi dissi, non lo avesse portato nella tomba. A lui – Lassale – è succeduto Carlo Marx. Altro declarato apostolo del Socialismo. Ma lui non è accettata la teoria di Lassale.

Egli non volle accettare la pazienza di Lassale, che lo stato Socialista avesse da aspettare molto tempo finché venisse più grande dello stato dei Re. No, Marx volle che cambiasse direzione al Socialismo chiamandolo col nome di collettivismo, cioè la unione campata di tutti i Socialisti e, nello stesso tempo, la unione di tutte le proprietà in una sola proprietà, chiamato governo generale Socialista. Quindi tutti i suoi passi, tutti i suoi sforzi furono diretti verso la rivoluzione, la quale rivoluzione di Marx dovea giungere al punto di rovesciare tutti i troni e tutti i governi legittimi d’Europa. Ma per sua disgrazia il tentativo della rivoluzione a Parigi nel 48 andò fallito, i governi europei in quell’epoca hanno aperto gli occhi e hanno veduto l’abisso in cui sarebbe caduta l’umanità se la teoria di questo Marx avesse preso piede.

E si fu precisamente nel 1848 che Marx fu esiliato da tutta l’Europa continentale, e su allora che fu costretto di rifugiarsi a Londra e da quel luogo si mise in corrispondenza con tutti i comunisti o Socialisti di Europa e dell’America, e coi suoi scritti si adoperò fino alla morte, che avvenne nel 1883, a combattere le leggi degli stati e le leggi della Chiesa. Per le leggi dello stato ci pensi lo stato, ma per le leggi della Chiesa di Cristo possiamo ed anzi dobbiamo pensarci anche noi, perché si tratta della salute o della dannazione eterna delle anime che Gesù Cristo ha comprato col suo sangue preziosissimo.

Noi come Cristiani conosciamo il Credo che predicarono gli apostoli e da quel credo noi abbiamo imparato ad amare, adorare e conoscere Dio, ed amare il prossimo nostro per amore di Dio. Ira qual fu il credo predicato dal collettivista Carlo Marx. Ecco il suo credo, come celo trasmette il non sospetto Winteirer. Non vi è Dio, non vi è Religione ne Chiesa, ne famiglia, ne autorità ne proprietà, ne amore. E quando a Londra si formò l’Interinazione, Marx scrisse a capo del regolamento del Socialismo queste parole – non vi è Dio. Ebbene questo credo dei capi Socialisti come si è continuato ad applicarlo dopo Marx ed a predicarlo dopo quell’opera? Volete sentire un poco la figlia della bestemmia dell’Internazionale Socialista dopo Marx fino a noi per conoscere la loro Religione? Ascoltatemi un poco.

Nel Belio sulla bandiera del Socialismo è scritto – abbasso Dio immorale – morte al cattolicesimo, nel fango soffocato il Papa. A Gesù si piantò il Socialismo (nel 1887) con queste parole – Dio è un ingannatore. E Bebel a Berlino incominciò la sua predica del Socialismo dicendo – Chiesa cattolica e Socialismo sono d’accordo come acqua e fuoco. E Brismcè insegna: Per distruggere la proprietà bisogna distruggere il prete e col prete Dio stesso. E Scholl nella sua scuola Socialista afferma: noi calcoliamo Dio come il più grande male del mondo, dunque guerra a Dio. Cosa insegna il La Carmagnola? cco: noi vogliamo mandare Cristo al letamaio, la Madonna nella stalla e San Pietro ed il Papa al diavolo. Ed il Socialista Venverdel? Ecco: l’unico inimico che ha il Socialismo è la Religione; noi vogliamo gli uomini senza nessuna religione.

E Bebel altra volta? Ecco: il Socialismo è fatto per mandare a Dio le nostre maledizioni. E il Socialista giornale La Pople di Bruxelles esclama: Chi vuol essere buon Socialista bisogna che giuri di schiacciare il Dio dei cristiani.

Basta, basta bestemmie, voi mi direte!!!!

No, no o fratelli non basta ancora, purtroppo, dovete sentire ancora per meglio conoscere le cose del demonio Socialista. Vi ho riferito le bestemmie dei Socialisti principali della Germania, della Francia, del Belgio e dell’Inghilterra (e anche pochi). Dovete imparare un poco anche come insegnano a rigettare la Religione i Socialisti d’Italia nostra patria. Prima vediamo un poco la pubblica stampa Socialista: Il Corriere Bielese (1898). “L’idea che insegna il cristianesimo che l’uomo sia stato creato da Dio è una infamia. Che esista Dio è menzogna, l’esistenza dell’anima umana è menzogna. È un assurdo, una infamia il Mistero della Trinità, dell’incarnazione di G.C. e del peccato originale”. Se è poco scusate. L’Avanti, nel n. 338 del 1898 – 242 – dice “Noi vogliamo che l’operaio e il Socialismo di liberi dalla morale cattolica”.

Al 1° di Maggio del 1899, in un manifesto di Torino, si leggevano le parole: “Operai allontanatevi dalla Chiesa e dal Prete – allontanatevi da Dio che non esiste – dopo morti non ci è più nulla”. Il Socialista Margani in un discorso tenuto a Chiani predicava (1901) così – I preti predicono il Paradiso, ma questo noi Socialisti non dobbiamo crederci, e per questo noi vogliamo il Paradiso qua sulla terra, e il Paradiso del Cielo assieme di Heine, il paradiso lo lasciamo agli angeli ed agli uccelli. E il programma dei Socialisti torinesi dice “Via dalla scuola Dio, via il crocefisso. Le scuole devono essere atee. Dobbiamo mettere i maestri contro i Preti, anzi i Maestri che andassero d’accordo coi Preti bisogna destituirli e mandarli a carità. Vogliamo l’ateismo obbligatorio”. E il Grido del Popolo? Scrive: Cristo è Socialista. E l’Avvenire in altro numero, si burla di S. Antonio di Padova, e lo chiama menzognero.

Facciamo un lunghissimo passo in Francia per vedere la religione del Socialismo. Nel 1899 fu assassinato Felis Facere da un anarchico. La Francia intera vuole i funerali religiosi. Chi si oppone? I Socialisti. L’anno scorso a quest’ora il governo repubblicano propone l’abbolizione di tutti i Frati e le Monache. Chi corre per le contrade di Parigi a gridare morte ai Frati? I Socialisti. Lascio da parte, per amor di brevità, il fatto di Fratel Tlaminiano a Parigi. Tralascio l’altro fatto di Campastier che a 66 anni ad Arnentiers, perché non rinunzia d’andare a Messa, viene scaciato dall’impiego comunale.

Veniamo in Italia. Cosa hanno fatto i Socialisti entrati in potere nel Municipio di Torino? Anno voluto la proposta di abbolire la Religione nelle scuole. Così dite dal Municipio di Milano. E l’anno scorso il giornale dei Socialisti l’Avanti gettava insulti e bestemmiava i rappresentanti della Beta Adriatica, perché lasciavano agl’impiegati ed operai il tempo d’andare ascoltare la S. messa nelle feste.

E a Biella? Ecc.

Per la ultima considerazione noi abbiamo pag. 24 fino alla fine
E come è che il popolo che è ancora cristiano in Italia va dietro il Socialismo? Rispondo colla parola dell’Illustre Limoneto nel Consiglio di Ferrara:

Conclusione Albory per 27

Adesso avete capito qual è il credo dei Socialisti e qual sia la loro religione? E hanno coraggio di venire a cantare su tutti i tuoni come hanno fatto anche qui da noi nell’inverno passato, e dirci che essi rispettano la Religione, che rispettano i Preti, e che la religione essi la calcolano una cosa privata, che chi la vuol praticare, la può praticare e anche essere Socialista! Ingannatori, imbroglioni, vogliono combinare la luce colle tenebre, il Diavolo con Dio. Vanno dicendo che per i Socialisti la Religione è una questione privata che la lasciano trattare da chi si… e poi ah e poi voi avete già inteso come trattano questi argomento combattendolo, deridendolo, finché se fosse possibile distruggendola. Dicono – dicono – e fanno dunque anche inteso … – regolatevi – Bestemmiare Dio anche contro la Religione – morte ai Preti abbasso i Vescovi, abbasso il Papa – e – regolatevi! Regolatevi

III° Domenica 17 Maggio 1903

La morale dei Socialismo

Abbiamo veduto oggi che razza di Credo e di Religione hanno i Socialisti, oggi devo dimostrarvi che razza di morale hanno, o meglio quali sono i loro costumi e che vogliono che abbiano da metter in pratica tutti quelli che si fanno socialisti. Vi dimostrerò insomma il Socialismo immorale, vendicativo e tiranno.

1 – Il Socialismo nega Dio, nega la immortalità dell’anima, e perciò nega il premio od il castigo dopo la morte, e chi non vede che in tal modo apre la via a tutti i vizi, a tutte le iniquità. E noi sappiamo purtroppo che dopo il peccato originale l’uomo si sente più inclinato al male di quel che sia il bene; quindi abbiamo doppiamente bisogno di un freno, di un aiuto per poter evitare il male e praticare la virtù, il bene, che sa invece le nostre passioni vengono aizzate, vengono stimolare dalla falsa Dottrina, è naturale tanto più andremo al fondo di ogni correzione fino a perdere la fede. Se mai teniamo fermo dinnanzi agli occhi il Paradiso come premio delle buone azioni, e l’Inferno qual punizione del male, è naturale avremmo un gran freno contro le passioni. Chi invece ascolta la Dottrina del Socialismo impara a negare Paradiso e Inferno, virtù e vizio, premio e castigo. E per verità così ingannano i Caporioni del Socialismo. Sentite Fank nel consiglio di Gesù come parla “Ci dicono che c’è il Paradiso. Ma cos’è questo paradiso? continua, è una menzogna. Quindi, ci dice, noi cerchiamo il nostro paradiso qui in terra, e tutti noi socialisti rinunziamo al Paradiso di Dio, e intendiamo che in cambio ci venga dato due cose – godersela quanto più possiamo e vendicarsi contro tutti.

I Rereling nello stesso congresso di Gend disse: Noi socialisti rinnunziamo al Paradiso e lo lasciamo ai cristiani papisti e hai suoi sentiti infermi. Noi vogliamo le soddisfazioni di tutte le nostre voglie. E l’anno scorso nel congresso socialista fatto a Roma per protesta contro le feste del Papa, cosa disse Sarzio Gassola? Ecco le sue parole: Abbasso la morale dei cristiani, noi vogliamo la morale del godimento terreno, noi appaltiamo et accettiamo la morale di Giordano Bruno. hi fu Giordano Bruno? Un Porco che si arrotolava nel fango di tutti i vizi.

E non meravigliatevi pertanto di questa morale socialista!! perché ammessa la Dottrina del Socialismo è la cosa più naturale del mondo, poiché cos’è l’uomo secondo il socialismo? L’uomo secondo essi non è un essere dotato di ragione ed animato da un’anima immortale; no, l’uomo è una bestia come tutte le altre. Ciò insegna il gran maestro Car. Marx. “L’uomo ci dice non si differenzia essenzialmente dalla bestia”. Niente di meraviglia dunque che i costumi dei socialisti siano eguali a quei del porco perché anche il porco è una bestia. Ma veniamo un poco anche alle Donne.

Uno dei loro punti ideali socialisti è ancora quello di trascinare nella loro ragione la donna. E voi sapere già che la donna o è un angelo la vuole o è un donnaiolo. La donna se è corrotta, se à perduto il suo pudore, la sua illibatezza da angelo diventa demonio. Non vi è nessuna donna al mondo peggiore d’una donna corrotta e depredata. E lo sanno anche i poveri socialisti e per questo grida il giornale detto il Ribelle (21 marzo 1898) “La donna deve venire emancipata e libera nel pensiero, nel corpo, nel cuore, nella volontà e nella società”. Sentiamo anche cosa dice il Caporione Socialista Bobel nel suo libro La donna a pag. 185 a 192 “La donna è padrone del suo cuore, ella lo divide con chi vuole e piace. Quando una relazione cessa di piacerle è padronissima di romperla e passare da chi vuole”. Dunque addio matrimonio, addio santità delle nozze, libero amore come le bestie. E nel Congresso di Bruxelles fattosi l’anno scorso fu votato questo articolo: La donna deve proclamarsi libera dalle leggi morali e amare liberamente chi vuole, cambiando i desideri quando vuole e meglio piace. Avete inteso che letamaio puzzolente?

Ma dall’individuo passiamo alla famiglia

2- Dalla suesposta teoria sull’individuo è facile immaginare cosa possa e debba diventare la famiglia secondo la teoria morale del socialismo. Per noi cattolici la famiglia è una istituzione divina, la base delle patrie e delle nazioni e di tutta l’umanità. Chi dirotta e altera la famiglia egli dirotta e atterra tutto il consorzio umano. Dio benedice la famiglia, il figlio di Dio santificò il matrimonio elevandolo alla dignità di sacramento, base fondamentale della famiglia. Questa è la regola divina.

Ma affatto opposta è la dottrina del socialismo. Nel regno del socialismo non può sussistere il matrimonio. E difatti sia Carlo Marx come Bebel nel suo libro – la donna a pag. 59 – altamente affermano che tanto l’uomo come la donna non sono differenti dalle altre bestie e razionalmente. Le donne conclude Bebel cosa volete farvene del matrimonio? Cosa venite a parlarci del vincolo inscindibile? No, no, ne vincolo del matrimonio. Tutti i socialisti afferma Malorc (nel libro a pag. 372) devono tenere che i matrimoni sono revisionabili. E Velvey in una conferenza a Bruxelles dice: L’unione coniugale deve cessare, cessando il piacere”.

Non meravigliatevi dunque se i socialisti d’Italia sono stati i primi e ancora insistono perché nel nostro parlamento venga promulgato il divorzio sul matrimonio. Non meravigliatevi se lo stesso Corriere della Sera parlando dei

socialisti Molinella dice che ormai gli orfanotrofi dello Stato sono incapaci di ricoverare tute le disgraziate partorienti libere tradite dal socialismo immorale e corruttore. In francese.

4a istruzione, 24 maggio 1903

Scopo del Socialismo

Ora che noi abbiamo imparato a conoscere chi furono e sono i campioni del socialismo, ora che sappiamo che sono atei, cioè senza Dio, che sono senza religione, anzi contrari alla religione cattolica, perché la vogliono distrutta, ora che sappiamo che razza di moralità e di costumi vogliono per professare in mezzo al mondo, cioè l’abolizione del matrimonio, la libertà dell’amore a guisa delle bestie nella stalla. Ora dico che conosciamo il pelo di questi volponi e l’intento di questi lupi, guardiamo a che scopo si prefiggono e a che fine tendono i socialisti? E rispondo: il loro scopo è l’abolizione della proprietà privata perché la proprietà privata dicono è la causa dello sfruttamento dell’operaio, è la causa dell’impoverimento di più di tre quarti del genere umano, la causa della povertà, ecc. Noi vogliamo fare, dicono essi, tutti gli uomini eguali, abbassare i ricchi al livello dei poveri e quindi l’abolizione della proprietà privata.

Basta invece non è vero! Che cosa dirà il povero, non sarà più povero, ma ill., e il riccone diventerà eguale di me.

Ebbene noi dobbiamo vedere et esaminare come cristiani e persuadersi che Gesù Cristo stesso colla sua religione e colla Chiesa predica e insegna la eguaglianza di tutti gli uomini sulla terra. Voi siete tutti figli dello stesso Dio Padre, insegna G.C. nel suo Evangelo; voi aveste tutti il medesimo diritto sia sulla terra di vivere, come in Cielo di godere. Iuat imperest dato pauperibey “Vos Gratie estiy” E San paolo affermò: fiat egualitas. Oh! Dunque tutti eguali! Ma in qual modo? Con la forza no, colla Carità. Ecco il grande segreto ritrovato da G.C. Chi ha più dal Signore, ne dia a chi non ne ha, onde passa il isfamarlo. Chi è in alto guardi il povero come suo fratello naturale, che è forte assisti il debole. Abbasso la superbia, evviva l’umiltà e la rassegnazione. Il povero tratti il servo come suo fratello, con carità, et il servo ami il padrone qual naturale suo prossimo e l’obbedisca rassegnato.

Questo è il linguaggio, la teoria di G.Cr. et anche Lui desidera e vuole quindi la eguaglianza, ma sempre colla carità, colla obbedienza, colla umiltà. Quindi voi vedete che dentro il cristianesimo come il tendeva allo stesso scopo, cioè della eguaglianza. Ma guardiamo cin che differenza? Il socialismo vuole la eguaglianza anche lui, ma con che mezzi? Colla forza, colla violenza, colla prepotenza. Et il primo mezzo di prepotenza che vogliono adoperare i socialisti è precisamente quello dell’abolizione della proprietà privata. Et è permesso, è lecito sia dalla legge divina sia dalla legge stessa naturale appropriarsi la roba degli altri? Cosa dice Dio nell’antico patto?

È proibito di prendere la roba del tuo prossimo. Per voi cristiani ciò basta. Ma i socialisti cosa hanno pensato? (bel ritrovato) Siccome che ad essi non comoda questo comandamento di Dio – di non rubare – essi gridano abbasso Dio e quindi abbasso anche il suo comandamento, noi vogliamo abolire la proprietà privata anche colla forza e colla violenza e chi non lo vuole morirà sotto i colpi della rivoluzione, quindi morte ai preti che predicano i comandamenti di Dio, e abbasso i Re e gli eserciti che proteggono colla legge la proprietà privata. Dunque i socialisti hanno ragione di odiare Dio, i Preti, i Re e la legge perché vanno contro di essi che vogliono abolita la proprietà.

Ma lasciamo da parte la legge divina e civile. Veniamo un poco ad esaminare la legge naturale e vediamo se sia giusto e no che uno possa possedere. E primariamente se io domanda a uno di voi di chi sono quelli mani, quei piedi che avere? Voi mi rispondereste: Sono miei. Di chi è tutto quel corpo e tutta quell’anima che possedete voi? Sono mia l’anima, è mio il corpo, tutto che voi mi dite perché Dio le creò per me. Ora tutto quello che fuori di me io faccio colle mie mani, coi miei piedi è opera mia. Tutto quello che io penso colla mia mente, che immagino colla mia fantasia e colla opera delle mie mani compio è mio. Se io prendo un sasso da una valle o da una montagna e colla mie mani e sollo stesso polso ne formo una stupenda statua essa è mia. Se colle mie mani fabbrico una casa, essa è opera mia, se prendo un campo di terreno che è incolto, abbandonato e tutto sterpi, spine e lo coltivo, vi pianto delle viti, dei pomi, dei peschi il frutto di quelle viti e di quelle piante sarà mio. Tutto adunque quello che l’uomo produce da per sé, fuori di sé è frutto tutto è merito suo, di sua proprietà e da ciò ne vale la proprietà privata. Colui adunque che voglia prendervi per sé questo frutto delle vostre fatiche voi avete il diritto di respingerlo, di allontanarlo.

E non vedere che se voi gettate in mezzo ad una compagnia di polastri un pezzo di polenta, il primo polastro che se la prende come mia e vuole mangiarsela da sé, e contro quelli che gli vanno dietro per rubargli quel suo boccone essa si difende e col becco le allontana. E lo stesso che dire: questa è cosa è proprietà mia. Così andato li in mezzo ai selvaggi dell’India, dell’Africa o dell’Oceania. Essi per la maggior parte non posseggono se nonché una piccola capanna di paglia, un’arco per cacciare gli uccelli et una piccola rete per pescare, non hanno avvocati e tribunali per farsi difendere i loro diritti, ma supporta che uno vada là per occupare la loro misera capanna o voglia rubargli il suo arco, le sue frecce o le sue reti. Essi si difendono a gridano nel loro barbaro linguaggio. Queste reti sono mie, queste frecce sono mie o, questa capanna è mia.

Ma veniamo ancora in mezzo a noi, sempre colla legge naturale che tutti abbiamo un corpo uguale coi stessi sensi, ma in quanto alle doti proprie di ciascuno vi è una differenza grandissima anche nella stessa forma del corpo, sulla bellezza, sulla fortezza, nella perfettibilità. Così dite nelle facoltà della mente, nell’intelletto, nella fantasia, nell’ingegno, trovare una grande gradazione, uno è proteso all’intelligenza e l’altro è tardo, uno è volubile, l’altro è fermo, l’uno è risoluto e paziente, l’altro è impaziente e pigro, uno è virtuoso e l’laborioso e sobrio, l’altro è vizioso, fannullone rabbioso. Ebbene, ora questa differenza di dati intellettuali e morali porta naturalmente una grande differenza anche sul loro lavoro e quindi nella paga o salario. Siccome uomini uguali dite pure coi socialisti ma io col mio ingegno potrò servire un’opera in un anno che mi potrà far guadagnare dieci mille franchi colla mia penna, mentre un altro che è poco ingegno lavorando coi piedi e colle mani entrando appena potrà guadagnare 500 franchi.

Due scultori uomini tutti e due geniali, uno col suo scalpello accompagnato da un ingegno distinto farà statua che gli potrà far guadagnare 100 franchi al giorno, un altro scalpellino di poco ingegno guadagnerà 2 franchi al giorno appena da campare la sua vita. Il suonatore di organello che va per le strade non fa che seccare il manubrio e quello che ha fatto o incitato quell’organetto o quella musica che l’organetto suona notate che merita d’essere pagato non pochi centesimi come il materiale suonatore? Essendo dunque diverso il lavoro e diverso l’impegno, quello che guadagna p.e. 100 Lire al giorno riuscirà a mettere a parte qualche sofferenza perché è frutto delle sue mani o del suo ingegno. Ed era costituito un capitale, ossia della proprietà privata, la quale sarà più piccola o più grande secondo il merito del lavoro dell’individuo, lavoro che è il frutto delle sue fatiche e del suo ingegno, e delle fatiche e dell’ingegno degli altri; e quindi vedete la falsità della teoria del socialismo e di C. Marx che volle sostenere: essere la proprietà un furto perché fu prelevata dal lavoro altrui. E così dite.

Ora il risparmio del su lavoro questo artista, questo padre di famiglia avrà tutto il diritto di chiamarlo suo, potrà dunque farne quello che vuole. Se crede potrà lasciarlo in eredità ai suoi figli, oppure potrà acquistare una casa, un palazzo, una campagna e lasciarla ai suoi figli. Il prodotto di q. palazzo di q. campagna potrà darla a lavorare al contadino e dire a lui il frutto delle tue fatiche sarà tuo, a me basta l’interesse del 5 o 6 per cento per pagare le imposte e per garantire il frutto del mio capitale, il resto che avanzi anche te, o lavoratore, dopo il tuo mantenimento è tuo, è frutto de tuoi sudori ecc. Anche tu puoi lasciare ai tuoi figli ciò che ti sopravanza. E ti avanza tanto da acquistarti un fondo, esso tuo frutto delle tue fatiche e sudori. E chi sciupa, conserva in vizi in capitale il suo guadagno non può andar rubare il frutto della fatica di chi ha giudizio e saggezza. Ma una volta fuori Marx disse come un pesce che sul mare il primo che selo prendeva è suo, così è quanto riguarda la terra, essa è di tutti. Sembra dir bene qual galantuomo, ma miserabile! E non vive e non intesa che il mare produce i pesci senza fatica la terra non produce frutti senza fatica e sudore.

Ma si dice che tanti uomini hanno abbastanza dalla proprietà E vero. Ma di che non si abusa dall’uomo? Chi della giustizia, chi della sobrietà, chi della forza, chi della ragione, ecc. ecc. Dunque abolita giustizia, forza, acqua, vino, ragione, ecc. Concludiamo dunque. La proprietà è rispettata da Dio e comandata nel N.T. e comandata da G. Cristo. La legge stessa di natura la richiede, la esige e comanda di rispettarla. Dunque il Socialismo che vuole abolirla è contro Dio, contro G.C., contro le leggi di natura. Dunque il Socialismo è ateo, è tiranno, è ladro, ingiusto. E come mai si può dire, ma se siamo di quelli che si fanno socialisti e credono di essere cristiani, cattolici, ecc.? Lo vedremo nella seguente conferenza esaminando il Congresso di Firenze. Intanto. E la in Francia dove la legge del libro amore par istigazione dei socialisti immorali fu proclamata la popolazione voi da anno in anno decrescendo in modo da far impressionare gli atei agitatori del popolo. In uno Stato Socialista, la famiglia non ha più capo, non avrà più Padre.

Il Vanverwelve nel Nazional scrive: “Il Padre nello stato socialista non ha alcun diritto sopra i figli, perché i figli sono proprietà dello stato socialista, così i figli non hanno nessun dovere verso i Padri”.

Quello che importa molto, afferma Babel (Cap Soc.), è di sapersi che nel governo socialista “i figli non hanno da ubbidire per nulla ne al Padre ne alla Madre”.

Conclusione

Pare incredibile che una tale teoria e morale abbia da trovare dei seguaci! Io non so di che cosa sia formato il cuore dei socialisti. Non so come mai, sensate li chiamerò così, come mai questi nostri infami ed immorali non abbiano mai provato la gioiai della famiglia, le cose gentilezze d’una Madre d’uno Padre affettuoso che ama, che stringe al suo cuore i suoi figli! Non so comprendere come mai vi possa essere al mondo di tali mostri. Ma quando si pensa che fu soltanto G.C. che santificò i sentimenti del sangue col vincolo sacro delle nozze cristiane e che non è che il Demonio il vizio turpe che tutto continua e deteriora col socialismo. E ha spiegato tutto.

3 – Sì il Socialismo è anche crudele tiranno, perché l’unica sua caratteristica è l’odio che ha sempre dominato il Demonio. Velo prova l’odio a Dio ed alla Religione, al Prete. Nel Socialismo non vi è altra libertà se non che dover credere alle sue immorali Dottrine e chi non opera così è reo di morte. La sua crudeltà è provata dall’odio che nutre contro tutti gli ordini religiosi, contro tutte le dimostrazioni cristiano-cattoliche; lo prova il suo odio, il partito preso di impedire i conforti religiosi ai moribondi. L’odio la crudeltà del Socialismo lo dimostra Benlig al congresso di Gand dicendo: “questo sarà compiuto la spogliazione coniugale e quando tutto cadrà sotto il governo del socialismo nostro, così disse, allora sarà una gioia per noi, il vedere i Preti, le Monache, i Signori, i quali ditegli lungo le strade morranno di fame lentamente e terribilmente sotto i nostri occhi, questo sarà la nostra vendetta e per goderla meglio continua l’uom crudele Socialista, bevendo un fiasco del gaudioso vino di Bandò vedremo allegramente la nostra parte di Paradiso “(poi Albory pag. 39).

Ora domando io, concludendo, vi è bisogno di aggiungere parole perché abbiate da starvene lontani da q. detto orribile. Raccomando ai Padri specialmente noi siamo destinati per Cielo, là avremo la nostra felicità, qua non al Congresso (ill.) ai contadini!!

12 Luglio 1903

D. Perché G.C. chiama Figlio mio e il Sig. Nostro

R. Ho esaurito l’argomento interessante.

2 Agosto e 22 nov.. Non fu esaurito. 1° I caratteri del Drassia. 1° Il tempo a lungo manifesta fallo.

Luglio

3. 1° Profezia la propagazione del Vangelo fatto

28 Sett.

IIa Profezia. La prosperità della Chiesa. Spirito Esauriti 23 Sbone.

1904

8 Gennaio. G.Cr. fece penitenza 1a nel peccato originale partendo e IIo anche per tutti i nostri peccati attuali. Quindi dobbiamo dire Gesù fu incarnato per la nostra superbia, trafitto per la nostra ingordigia, spogliato e battuto per la nos. Disonestà ett. Quindi noi dobbiamo dire colla Beata Angeli di faligno tutta la sua passione è per i miei peccati. Il Pellegrino che mosse sul nostro Calvario.

22 Gennaio 905

D. Quali vantaggi ci portà G.C. colla sua passione?

R. 1° Ci riconciliò con Dio.

II° Ci ha aperto la porta del Cielo.

III° Ci ha preparato copiosissime grazie attraverso Santi. E perché non tutti diventiamo santi?

Frutto. S. Filippo Benizi datomi il mio libro.

5 febbraio 905 I fui fatta la sua morte modo e seppellimento)

Rresuscitò da morte. 1° lo aveva detto Lui. Gli scribi lo sapevano. Fu posto nel Sepolcro sulla bocca vi era una grossa Pietra (forma del sopal.) Andarono da Pilato guardie seguili all’alba del terzo si resuscitò. I soldati si accorsero che dalla terra risorto. Corrono a Gerusalemme e per le contrade vanno gridando, suserit tante e scribi et i farisei impongono a loro silenzio oro.

    12 detto

    Compiuto e imparato

    19 detto

    G.C. risuscitò coll’impronta delle sue piaghe ricevute nella passione e morte.

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