Un ricordo di Tristano Codignola: Un socialista per la scuola democratica e costituzionale

di Fabio Cannizzaro |

Tristano Codignola, di cui oggi ricorre l’anniversario di nascita, è stato un esponente di spicco del socialismo italiano del Novecento.
Intellettuale raffinato, politico coerente e appassionato difensore della scuola pubblica che sempre intese come strumento di emancipazione, giustizia sociale e democrazia.
La sua azione politica e culturale si intrecciò profondamente con la costruzione della Repubblica democratica nata dalla Resistenza, e in particolare con la realizzazione di un sistema scolastico laico, unitario e accessibile a tutti, in piena coerenza con i principi della Costituzione.
Codignola visse a pieno e da protagonista i travagli del socialismo italiano e nelle sue scelte di schieramento espone fu animato sempre da una visione del socialismo non ideologica ma pragmatica, radicata nella difesa dei diritti civili, nella laicità dello Stato e nell’impegno per una società più giusta.

Per lui, la scuola era il luogo privilegiato in cui la democrazia si costruisce ogni giorno, dove si forma la coscienza critica dei cittadini e si contrastano le disuguaglianze di classe.
Non a caso, egli considerava l’istruzione pubblica non come un semplice servizio, ma come un diritto fondamentale, sancito dall’articolo 34 della Costituzione: “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita”.
Altro che scuole-azienda, che alternanza scuola lavoro altro che apprendistato.

Il contributo più duraturo di Codignola alla storia della scuola italiana fu il suo impegno determinante per la riforma della scuola media, culminata nella legge del 1962 (legge n. 1859), che istituì la scuola media unica.
Prima di questa riforma, il sistema scolastico italiano era profondamente classista: al termine della scuola elementare, i ragazzi venivano separati in base al censo e alle aspettative sociali — chi proseguiva gli studi accedeva ai licei o agli istituti tecnici, mentre la maggior parte entrava in percorsi professionalizzanti o abbandonava del tutto gli studi.
Codignola, allora sottosegretario alla Pubblica Istruzione nel governo Fanfani (1960–1963), fu l’anima politica e culturale di questa riforma epocale.

Con lucidità e fermezza, sostenne che la scuola non poteva essere lo specchio delle disuguaglianze sociali, ma doveva invece essere lo strumento per superarle.
La scuola media unica, triennale, obbligatoria e gratuita per tutti, rappresentò un passo decisivo verso una società più egualitaria e partecipativa.
Fu una riforma profondamente costituzionale, perché attuava concretamente il principio di uguaglianza sostanziale (art. 3) e il diritto all’istruzione (art. 34).
L’impegno di Codignola per la scuola media unica non fu un atto isolato ma semmai l’espressione coerente del suo socialismo. Egli rifiutava ogni forma di autoritarismo, sia di destra che di sinistra, e credeva fermamente che la trasformazione sociale dovesse passare attraverso la formazione di cittadini liberi, critici e consapevoli.
Per questo, la scuola doveva essere pubblica, laica, inclusiva e capace di coltivare il pensiero autonomo.
La sua idea di socialismo era fondata sulla costruzione di istituzioni capaci di garantire pari opportunità e la scuola era il pilastro di questa visione.

Oggi, in un contesto in cui la scuola statale è progressivamente depotenziata, frammentata, mercificata e sotto attacco ideologico, la lezione di Tristano Codignola risuona con una forza drammatica e dolorosamente attuale.
Mentre si moltiplicano le scuole “di élite”, si riducono i finanziamenti pubblici, si introducono logiche aziendalistiche e si opera per minare l’autonomia didattica degli insegnanti, il modello di scuola unitaria, democratica e costituzionale che Codignola difese con passione appare sempre più lontano ma sempre più disperatamente necessario.

La sua eredità — una scuola che non seleziona ma emancipa, che non divide ma unisce, che non serve il mercato ma forma cittadini — resta oggi centrale ma banalizzata e in molti provano a silenziarla.
In un’epoca di crescenti disuguaglianze, di crisi della partecipazione democratica e di smarrimento dei valori costituzionali ritornare al senso reale e profondo del pensiero di Codignola non è un esercizio di nostalgia, ma un atto vigile di responsabilità politica e civile.
Ricordare Lui e la sua lezione significa riaffermare che la scuola pubblica è il cuore pulsante della democrazia e che difenderla è un dovere per chi crede in una società più giusta, libera e solidale — esattamente come insegnava quel socialista lucido, onesto e impegnato che fu Tristano Codignola

Grazie Tristano!

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