Qualche considerazione sulla grande manifestazione per la Palestina

di Peppe Giudice |

Della straordinaria importanza di tale giornata di lotta, che comunque rianima la democrazia partecipata, ho già parlato. E del fatto che essa possa inserirsi in una più generale costruzione di una alternativa vera a questo governo sia sui temi della politica internazionale che di politica interna. Ovviamente non si tratta di costruire una avanguardia rivoluzionaria -come socialista non credo a questa idea- che debba guidare le masse verso una improbabile rivoluzione. Fedele a Riccardo Lombardi credo piuttosto ad un movimento di massa a supporto delle “riforme di struttura” che vanno a modificare i rapporti di potere tra le classi, nel quadro di una transizione democratica al socialismo. Ma la situazione di oggi è molto diversa da quella degli anni ’70 a cui si riferiva Lombardi, la quale era supportata dal “sindacato dei consigli” in grado di legare lotte settoriali a quelle di carattere generale.

Come ad esempio le lotte per la casa e sulla sanità. Il concetto di sciopero generale era consustanziale a questa fattispecie. Nonchè alla difesa della democrazia da un attacco reazionario. Certo non si considerava lo sciopero di massa come prodromico alla presa del potere da parte di una avanguardia rivoluzionaria, e cioè ad un concetto di rivoluzione come atto (Lenin) e non come processo (come Rosa Luxemburg e Otto Bauer). Certamente anche nel caso delle manifestazioni pro-pal lo sciopero generale è più che giustificato e va fatto. Ma non può essere concepito come uno sciopero contro la CGIL. Che mi vederebbe al suo fianco nel difenderla. Pur essendo consapevole di quei processi di burocratizzazione che in genere investono le gandi organizzazioni di massa in periodi di crisi della democrazia e della partecipazione. Del resto anche i consigli di fabbrica degli anni ’70, i quali furono una grande cosa, subirono un processo entropico -venivano rinnovati ogni sette anni alla fine-.

Proprio la già nominata Rosa Luxemburg criticò sia il processo di burocratizzazione dei sindacati tedeschi, sia dei soviet russi subito dopo la rivoluzione. Fra l’altro questa contrapposizione radicale contro la CGIL da parte di segmenti estemamente minoritari, settari e velleitari, ripropone in maniera ancora più grottesca la già ridicola teoria del “socialfascismo” che in Germania, da parte dei comunisti metteva sullo stesso piano socialdemocratici e nazisti. Contri il Fronte Unito della sinistra, proposto dalla sinistra SPD. E contribuendo ad aprire la strada ad Hitler. Certo non vediamo un Hitler all’orizzonte, vediamo piuttosto un processo di profonda crisi e degenerazione della democrazia, che se non contrastata, può avere esiti autoritari. Chiaramente il Fronte Unito -non era il Fronte Popolare, che conteva elementi borghesi- era l’alleanza dei partiti proletari, quindi cosa ben diversa dall’Ulivo che ha visto la piena subalternità della sinistra al neoliberismo.

Certo oggi non esistono partiti di sinistra dotati di una chiara identità di cultura politica e di progetto. Ma dobbiamo, putroppo fare i conti con ciò che passa il convento. Certamente una alternativa progressista non può comprendere forze centriste. Ma non si può identicare la sinistra con “avanguardicchie” autoproclamate che provocano solo danni. Io ho votato alle politiche per Unione Popolare -non potevo votare AVS pechè alleata con il PD di Letta-, ma ho sbagliato! Pechè era una proposta incoinsistente, fra l’altro attaversata da forti contrasti, sia pure nella sua minorietarietà. E qundi ho votato per AVS sia alle Europee sia alle regionali. Continuerò a farlo, ma non mi iscriverò.

Tornando alla CGIL credo che sia solo frutto di follia considerarla come il peggior nemico. Anche perchè Landini non si è fatto condizionare dal PD, è piuttoso lui che l’ha condizionato. Infatti la povera Schliein è considerara dai “riformisti” una massimalista che prende gli ordini dalla CGIL. Con questo, sia ben chiaro non smetto affatto di contestare il PD -anche vedendo la esperienza della mia regione- (ndr. Basilicata), ma se la Schlein si sposta più a sinistra, premettendo che il PD non è di sinistra con una sinistra moderata al suo interno, non lo ritengo un fatto negativo. Credo che la CGIL debba rinnovarsi e sburocratizzarsi, e in tale ottica può servire il pungolo dei movimenti. Ma fino a quandoi questi movimenti non sono l’espressione dell’autoreferenzialità di qualche presunto leader. Alla fine, il problema è se la sinistra che vogliamo costruire (e non certo in tempi brevi) si rifarà ad socialismo democratico di sinistra (Corbyn) o al populismo di sinistra che mi pare in stato comatoso.

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