NON ENTRARE IN POLEMICA

di Giustino Languasco – Direzione Nazionale Coordinamento Liguria |

Se non si dispone della cultura economica di base e di una visione di come si possa operare con strumenti di politica economica di sinistra, adeguati alla emancipazione delle classi sociali subalterne.
Lo scrive Marx a giustificazione della sua opera principale “Per una critica della economia politica” rimandando a una opera che non vedrà mai la luce e doveva seguire, come logico sviluppo del pensiero, al “Das Kapital” .
Campo aperto dunque per l’elaborazione di economisti e scrittori di sociologia politica che seguiranno le orme di Marx nella costruzione del partito socialdemocratico.

Cambierà rispetto ai tempi di allora, e non è poco, la prospettiva storica del Socialismo, evolutasi da fase intermedia e limitata nel tempo, preliminare alla escatologica società comunista degli (fine ultimo della storia) a fase permanente di “equilibrio dinamico adattativo” della società alle condizioni mutevoli di subordinazione delle classi sociali

Su questo punto, cruciale, “la partita è chiusa” con la fine della Urss e del suo comunismo reale, camuffato da “socialismo reale”.

E’ ora di sgomberare il cammino dai tanti cadaveri che lo intralciano: tutti quei sistemi comunisti, guidati da partiti comunisti, che si erano messi addosso la camicia del “Socialismo” non per puntare al raggiungimento futuro di una società di eguali, ma per coprire la realtà del permanere di diseguaglianze reali di vita e di benessere, nelle nazioni conquistate dal partito unico comunista.

I fatti evidenziano oggi, a tutti coloro che siano in buona fede e non vogliano ignorane la dura realtà, che a cominciare dalla soppressione dei Soviet, pacifica o violenta, volontaria o imposta con la forza, alla classe borghese imprenditoriale e capitalista se ne è sostituita un’altra burocratico statalista, non meno oppressiva e feroce, nonchè espropriativa dei diritti politici e sociali del popolo, che ha dato origine alle oligarchie criminali tecnocratiche al governo di Russia e Cina.

Questa nuova classe “borghese” si regge appoggiandosi alla classe militare, come da tradizione millenaria organizzata su una struttura rigidamente gerarchica, dando vita al governo da parte di un complesso industrial-militare elitario, che subordina ed opprime ogni istanza democratica popolare, al di là della sua differente, ma solo in apparenza, ritualità decisionale. In Russia con il tavolo oligarchico, in Cina nell’oligarchico Ufficio di Direzione Centrale del PCC.

A quei popoli non restano, (per usare un linguaggio che fu caro ai fondatori di quel movimento in origine rivoluzionario), così come al popolo della corea del nord sotto il sulfureo dominio della dinastia familiare oligarchica, che le catene della schiavitù da cui liberarsi.

Quando l’Urss è crollata si era ridotta al paradosso del suo nome, non vi era infatti rimasto nulla di meno repubblicano, sovietico e di meno socialista nella unione delle repubbliche socialiste sovietiche.

E’ nel “secolo breve” di Hobsbawn, che si consuma il dramma. Dopo la indubbia iniziale spinta di liberazione ed emancipazione, pacifista e solidarista che diede l’illusione di un mondo nuovo piu’ giusto e vivibile dalle classi lavoratrici che accendevano per la prima volta nella Storia a strumenti di emancipazione quali lavoro umanizzato e scolarizzazione diffusa, la tirannia del partito unico che sceglie e guida per tutti e tutto.

Quella strada è chiusa, definitivamente chiusa.

Abbiamo visto tutti dove conduce aver espropriato la autonomia organizzativa del fattore lavoro, unitamente alla autonomia organizzativa del fattore Capitale, per conferirla alla elite politica autoritaria e centralizzata del partito comunista.

Incatenare il drago blu del capitale e il drago rosso del lavoro alle dirigismo verticista del partito unico comunista ha generato l’oppressione del crimine tecno militarista su tutta la società.

Non è su questa caserma, illiberale e illiberista, che può splendere il sole rosso dell’avvenire: terrore, lacrime e sangue ne discendono in modo inestricabile.

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