NO AD ACCORDI “SOTTERRANEI”

di Giustino Languasco |

Direzione Nazionale Coordinamento Liguria

Il nostro Sindaco predica bene ma si comporta male.
Oggi parliamo del “cancro” di questa nostra Provincia fortunatissima per bellezza e clima, disgraziata per la “classe politica” che imperversa

Il nostro Sindaco di Imperia, on. Scajola, si occupa del “mestiere” della minoranza. E se ne occupa TROPPO, e in modo strumentale .

In particolare ha fatto la sua fortuna dividendo l’opposizione, che di volta in volta si trovava di fronte, “comprandone” singoli esponenti, i piu’ deboli eticamente e spinti da bisogni economici personali.

Il nostro Sindaco ha usato il potere non per fare bene le cose che una maggioranza ha il dovere di fare bene, ma limitando la capacità di opposizione sottraendogli esponenti di rilievo .

Posso ricordare in passato, durante la prima repubblica la terna Pignone, Conti, Donato: passati armi e bagagli alle sue dipendenze e sottratti al Psi nel momento in cui questo partito gli stava minacciando l’egemonia in Provincia.
In tempi recenti II fulmineo voltafaccia di Fellegara a Sanremo, consumatorsi fra “grande oppositore” al primo turno elettorale, a inutile membro di una vasta corte durante il ballottaggio. Una conversione a U da ritiro a vita della patente di credibilità politica.

Questi sono pero’ solo i casi più clamorosi, vistosi, incontestabili. Non si tratta però di episodi isolati che possono anche succedere, talvolta.

Ma di un METODO COSTANTEMMENTE PERSEGUITO con i piu’ svariati accordi “sotterranei” e “nascosti” perchè vergognosamente inconfessabili senza perdere la faccia, da parte di chi ha dato via anima e culo.

Abbiamo qui un vero florilegio di nefandezze politiche e morali: assunzioni in posti di lavoro e promozioni immeritate di parenti ed affini in strutture pubbliche e parapubbliche; scambio di preferenze incrociate fra vari enti per nominare uno invece di un altro vero oppositore in cariche pubbliche; finanziamenti pubblici e concessioni amministrative che permettono di sistemare situazioni patrimoniali compromesse o traballanti, oppure di fare speculazioni edilizie ecc.ecc.

Non aggiungo nomi e cognomi, ma chi si è giovato di questi accordi vergognosi e sotterranei, sa che parlo di lui/lei: esattamente di loro. Così come molti di quelli che sconsolati non vanno più a votare, sanno altrettanto bene di chi sto scrivendo.

Il brutto di tutto ciò è che questi soggetti “infami”, non avendo altro modo lecito per giustificarsi, propalano poi in giro che loro SI, CHE SONO FURBI ad aver preso la scorciatoia della “monetizzazione” del loro impegno politico.

Certo, un ladro fra tanti ladri, non si nota.

Se invece si isola in un mondo di onesti, spicca vistosamente all’occhio anche del più sprovveduto dei cittadini.

Pertanto queste persone che hanno venduto anima e culo, non si accontentano di essere corrotti loro, ma si fanno corruttori del costume politico generale.

Abbassano il livello degli altri, per giustificare il bassissimo livello in cui volontariamente si sono collocati.

Ancora più patetici, e in provincia ne abbiamo, quelli che in tarda età , quando come ha bene cantato De Andrè “non possono più dare il cattivo esempio”, cercano una ri vergination ,”facendo il morto”, cioè finta di niente.

Ma come ha detto il nostro amato maestro Sandro Pertini, nell’ora antelucana del risveglio, quando si è a tu per tu della propria coscienza, io so che essa gli rimorde al ricordo di amici, compagni e sostenitori di partito ed elettori che hanno deluso, in cambio del classico tozzo di pane che il padrone, a fine pasto, dà ai suoi cani.

Ecco dunque l’uomo e il politico che rimprovera l’opposizione di non essere propositiva, che noi rimproveriamo di avere sempre spregiudicatamente (e ahimè con successo) usato questo metodo corruttivo disdicevole ed ingiustificabile.

Il problema è lui, e il suo metodo, che gli provocano risentito attacchi personali “vendicatori” da parte degli oppositori, rimasti saldi, onesti, irriducibili e non comprabili. .

Cio’ ricordato, la critica di poca propositivotà non ci tocca. Ogni volta che diciamo un NO, come Socialismo XXI proponiamo SEMPRE una alternativa.

Il NO piu’ forte, quello alla favola per allocchi dell’ospedale unificato a Taggia, privato vendendo i due pubblici funzionanti, è uno dei tanti esempi.

L’alternativa l’ho proposta concretamente ieri, modesta nei costi, attuabile con formazione di apposito personale specialistico, realizzabile a brevissimo termine e che SALVA VITE UMANE.

Un macchinario di laser terapia ultra preciso contro il cancro, quello materiale. A quello morale ci pensiamo noi, fino a che avremo forza e vita.

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